Diario delle stelle ***
![Eloquenzacorpi[1]](http://files.splinder.com/659c01e05f5bafa364c2e1d0ac776245.jpeg)
(http://www.carloadeliogalimberti.it/)
Credo che tu avverta il peso del ghiaccio che s’è fatto crosta ai lati del viale su cui affacciano le nostre finestre. Tutto il giorno ti ho osservato sfiatare sopra il giardino imbiancato, la tua forbice sbrigativa a falciare gli scheletri dei rami, la tua mente concentrata sul silenzio, evitando ogni possibile complicazione legata ai sensi, al percepirsi nudi nel calcolo di ciò che è peso e va di necessità portato. Il torpore dei giorni di festa fa un po’ paura, in realtà, forse dovrei dirtelo, se dal tuo calduccio lo osservi marciare indisturbato oltre le finestre festanti delle case accanto. Nel mio essere intoccabile ho questo spazio vuoto che mi riempie, la coscienza che tu, in estrema tenerezza, farai si che gli avvenimenti della notte appena trascorsa ci donino il silenzio cristallino delle albe prodigiose. Attendo la sera e il perdono tuo impossibile, persa nell’incanto di osservarti muovere tutto ciò che è materia lontano da noi. Faccio voto, adesso qui, di ricongiungere ogni legamento nella sera di brace che ci attende. Nel tempo che ci trascorre in mezzo, a salvezza dell’anima, porterò la biada giusta al giaciglio delle nostre bestie. Ognuno di noi piegato nel sogno di partorir salvezza, per questo mondo che in lenta compunzione si avvicina al limite del nostro giardino, per questo mondo di diseredati che ci assilla con silenziose processioni di offerte e doni. Vieni qui, bambino mio, custodisci il tuo sguardo per ciò che sarà domani. La grande stella che brucia l’orizzonte, e me e te che il caso volle scegliere, in mancanza d’altro eterno, io e te quaggiù, in strapiombo di periferia celeste.
*** scritto da Alessandro Gabriele a completamento del testo di maiko:
diario delle mele