La samaritana

Un sorso d’acqua. Per la mia stanchezza.
Per la fecondità della mia debolezza.
Per come attrae e ti parla.
Per come mi racconta.
Un sorso d’acqua. Che mi porti a te.
Acqua che non ha pozzo in cui stagnare.
Che lavi tutto del percorso stanco che ti segna.
E che cancelli tutti quanti i tuoi non posso.
Sorgente il mezzogiorno si fa a volte.
E qui ti incontro e tu mi narri.
E non mi porgi l’acqua. Sono io che tendo.
Io che di solitudine destino sgorgo dentro.
Tu torni a me vestita d’altra gente. E poi
Giovanni diamantino ci racconta dialoganti.
Siamo la completezza di un incontro,
Ed io il destino di un pozzo senza fondo.
Parte di me ne torna a galla sempre.
Parte s’involve e porge labbra al monte.