Due di cinque e mezza
Hai mosso i sentimenti
Come le mani l'acqua
Dentro al secchio
Per anni lunghi
Ophelia nella stoffa
Appena a fiore
E lo vedevo io che i piedi
Volevan dondolare
Giù dal lettino
E correre la corsa
Sottovuoto
Ti sei addentrata al mio teatro
Coperta del tuo nudo
Di tutti i tuoi costumi osando scempio
Nervosa irriverente ed aggressiva
Ti ho vista infine ogni tua volta
Depositare timorosa fragilità di sogno
Hai fatto il tuo quarto potere
Col copyright sul palinsesto della notte
Rendendo i giorni messa in scena
Di tutti i tentativi zoppi
Irrisolta panoramica sui corpi
Ti ho vista far la rana
Gorgogliare per un bacio
Proserpina gridare un'eco sconsacrata
Non lasciare mai niente nella stanza
Se non la solitudine dei due
Poeti malviventi in contumacia
Imbruttita scurita gonfia tonda
Col reggicalze seducente nella gonna
Passare le tue dita nella stoffa
Muovere il tacco come spillo dentro al cuore
Affilare il coltello alle parole
Ho protetto la tua nuca con il palmo
Tenuto la mia mano sulla pancia
Baciato gli occhi del risentimento
Ti ho dato il seno maschio che non basta
Capezzolo senz'acqua a bocca arsa
Cullata sulle gambe in cilicio di ginocchia
Nutrita la tua sete di sapere
Della materia che si smuove nelle vene
Intirizzita ti ho vista meditare
Fuori dal mio portone barcollare
Ho bussato con le tue mani alla mia porta