Una di cinque e mezza
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Sei venuta vieni ancora
Il passato è passato piano
Su di te e al tuo fianco
Lasciando la traccia umida
Di una lumaca epilettica
Su tutte le forme del tuo tatto
Ventre piatto
Di te sussurro ogni notte
La rotondità dei sensi
Mugolio gravido in assenza
Gradiva la signora un mazzolino di violette
I tuoi seni da ragazzina
Che romantico e melodico e barocco
Ho stretto al petto
Sono i miei fiori tondi
Legati alla gentilezza di una ruga
Il segno di un frustino
Che porti con la bocca alla mia mano
Affinché passi il segno come gesso
Per tutte le porte che si conoscono
Come una stella gialla
Sei notte di cristallo
Vergine alla placenta
Nata a settembre
Hai divorato i figli monchi
Facendo manifesto errato orrore
Dei tuoi versi
Sei allodola che strappa
La cerniera del mattino
In fretta
Prendi alle labbra la salvaguardia del mio sesso
Dicendo che sei goccia intermittente
Nel tormento del ruscello