Maria Felicita della saudade
Felicita mia signorina
Hai 16 anni sempre
Ho aperto con te
Le porte dei libri
Leccato Nietzsche
Dall'angolo giù in basso
E saccheggiato Miller
In silenzio
Snobbato Proust
Avevamo i capelli troppo ricci
Ed impastato le mani
Nel nero di Pessoa
Abbiam bevuto a tutte
Le fontane secche
Convinte che la notte
Fosse l'essenza dell'assenza
Fumato i fiori portato l'olio in tram
Sfidando Margherita
Ci siam spogliate nella stessa stanza
In monacale rispetto del bianco della pelle
Abbiamo frequentato le cucine di casa
E le cantine nascoste dalla piazza
Dietro il tuo riso imbarazzato
Ho fatto il cane e bagnato le macchine di notte
Peccato che da femmina
Mi sia dovuta accovacciare
E' stata sempre la tua stanza
La culla del non detto
La cella monacale da cui si vede
Ascetica fuoriscire una farfalla
Adesso scrivi in Portogallo
Ti immagino portare a spasso un merlo
Hai la bellezza ciecamente intensa
Di un cammeo inciso nel metallo
Se la saudade ti mangia sotto il cuore
Per me sei anche silenzio irriverente
La nostalgia di quel che è sempre
La fitta meraviglia del passato nel presente
Un tacco rotto mutato
Nella delicatezza delle punte