Cronache inverse – Palermo, 21 aprile 2007
Gwendy 14 anni a maggio
Saccheggio povero di madre senza borsa
Stanza di polvere e lamento
E corpicino usato come un guanto
Le rughe che da sola non conosceresti
La bava che si appiccica al tuo sorriso appena aperto
Stralunato e sconcertato
La fitta tra le gambe ed il dolore neutro
Non conosci la strada del commiato
Puoi solo innervosirti
Osare il mal di pancia
Quando sei rossa e speri che sia ferma
La ruota a cui tua madre ti fa schiava
E fermo pure quell’ansimo grottesco
Che ti disegna addosso il peso
Di un vivere molesto
Se fossi zingarella andresti per le strade
Forse qualcuno infine ti vedrebbe
Meglio le gonne lunghe i segni scuri dello sporco
Che l’orrore del prepararti sulla veste
Sei quella che a quaranta si prenderà la cura
Di un latte riscaldato portato fino al mento
Di una madre invecchiata e malsicura
Quartiere maledetto che ululi la notte
E sai che è giorno.