Radiodramma della differenza
Al circolo dei poeti
Lei la donna
Con il rossore in rosa
Fra i capelli
I polpastrelli consumati
Ma dai denti
Di fronte alla certezza
Della penna
Convivio
Piccolo desco e seggiola
Era com’essere
Con le ginocchia al mento
In ascolto
Nessuna reticenza
Di fronte allo spavento
Per il malcerto dondolio
Del piede destro
Al pavimento
Ruga più antica su ruga
Che è novella
E mappe perentorie
Pellegrine quietanze
Si vede che a esser pennino femmina
Si scommette con l’eterno
Si mette al tavolo la carta rigirata
Il magma rosso l’ospite del ventre
Come le piante così anche le parole
Andrebbero toccate in giorni in cui
Gli ormoni si silenziano
Le progettualità si fanno deste
Poesia maschile che si arma di coltello
Che descrive ed inscrive
Potenziando di volta l’universo
E verso femminile
Incauto errante cieco
Anoressico incombente
Una veggente se ne nutre
E del senso fa dispendio
Duetto e poi terzetto e poi sestetto
Il basso contro l’alto
L’acuto che soppianta il grave
Ma il grave dura e fa frumento