"Tutto si specchia in questo consultorio
nel gelido verdino delle sedie
della sala d'aspetto, nel biancore
pesto dei camici abbottonati male.
Riflette il meccanismo della vita
al terzo piano, in affitto, poca luce
gli sguardi che si scambiano i dottori
l'aguzza cortesia degli infermieri.
Quasi sapessero di questo figlio in pancia
e di quest'altro in gola già il destino
ago di pino tra i tanti del piazzale
o di un uomo fedele come un'unghia
tagliata male, come una sciacquatura
di piatti e le sue carezze sono
le stesse della vecchia frastornata
che all'alba porta da mangiare ai gatti."
Gianni Priano