Maiko - Dirty in birdland - KnowArt

-- Mi chiedo se Freud abbia amato i suoi pazienti come i suoi cani, e credo di sì, onestamente, anche se dubito che si sarebbe lasciato riprendere con uno di loro al guinzaglio, a Londra, in un mattino di sole, seduto al tavolino di un ristorante o in una festa di famiglia--
giovedì, 29 maggio 2008

Sonno agitato nel genetliaco

acqua_443

Ho stretto i giorni sempre
con i gomiti tirati

Son stato ragazzino
Intimidito da mio padre

Ho fatto il pane e la farina
Si è insinuata dolce

Sul teatro delle dita nelle ombre

*

Con mia madre ho giocato il mio pudore
Nella partita dell'attesa delle ore

Son stato scricciolo
Sotto il tessuto dei miei nervi

Ho partorito e fatto partorire ma sempre con le mani

*

Mi intrufolo negli anni dei miei figli
Rimasticando il tabacco senza affanno

Entro dentro una donna
Come si scivola nel sonno

Ma ogni mia donna ha gambe che a tre paia
Si fanno strette al limitare del mio corpo

*

Ho un sogno ricorrente fatto d'acqua
Che nutre che pulisce che ribolle

Una escrescenza liquida del mondo
Che succhio antica come seno di ruscello

Una visione stretta nella foce
Ventre di terra liquida che inquieta e che mi smuove

postato da dirtyinbirdland alle ore 29/05/2008 19:30 | link | commenti (3)
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mercoledì, 28 maggio 2008

Presentazione dei libri di poesia della Puntoacapo editrice

18 giugno 2008 ore 18.30


Libreria Rinascita, Viale Agosta, 36 - Roma


parole

"La Circoncisione delle Parole" di Nerina Garofalo
(Puntoacapo editrice, Format n.3, Novi Ligure 2008)
Relatori: Simone Di Conza - Elena Ribet


"Controluce – Tegenlight" di Germain Droogenbroodt
traduzione di Tiziana Orrù
(Puntoacapo editrice, Format n.7, Novi Ligure 2008)
Relatori: Luca Benassi - Francesco Lioce

postato da dirtyinbirdland alle ore 28/05/2008 10:43 | link | commenti
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martedì, 27 maggio 2008

Passione ebraica

121-DSCN3088 fiore Stella Alpina





























Si hanno ventanni leggendo di Jabés
Le sue interrogazioni vagheggiando
Errando ebraici per simpatia e per naso
Come se solo lì sul Sinai la pelle fosse
Consunta e trasparente
Fino a lasciare rivelata l'anima
E armata di stampelle
O appena sollevati da Canetti
Dalla feroce dismisura del sorriso
Infine trasferiti lungo un treno di morenti
Con Benjamin tenuto come rosa ai denti
postato da dirtyinbirdland alle ore 27/05/2008 17:26 | link | commenti (1)
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lunedì, 26 maggio 2008

CRONACHE DA SCALVARI ( Errico sposa la tana Filomena Piscopo)

web-lacrima-nera

Comprò, Errico, giacche e scarpe e pantaloni e cravatte e occhiali da vista con la montatura d'oro. Sempre fresco di rasatura, garbato e fine trovò moglie in fretta. Si chiamava Filomena Piscopo, tana, figlia di tanos mangiatori di maccheroni. Uruguayana di nascita, salernitana di origine e argentina d'adozione splendeva di occhi e capelli neri, di bocca rossa e denti bianchi, di seni grandi, duri e vita stretta.
Bacicìn e le sorelle non la presero in simpatia. Non è la donna giusta per Errico, diceva il vecchio. E Idèa e Marèa, zitte, approvavano. Bacicìn accusava apertamente Errico di non meritare il nome che portava, all'autonomia rischiosa del lavoratore in proprio aveva preferito uno stipendio da commesso farmacista, a Boca il Quartiere chic di Palermo, alla politica l'eleganza ed alla sincerità il bon ton. In più si era preso una moglie vuota e vanesia, una figlia di tanos. Niente, nada contro i tanos ma insomma. I più tanti di loro erano di sentimenti monarchici e clericali e lui si era scassato il belìno dei loro cornetti superstiziosi, della pummarola schizzante.
Il mazziniano Bacicìn , l'uomo che aveva incrociato l'anarchico Errico Malatesta, da quando il figlio aveva sposato una tana , inveiva contro i tanos. Non perdeva occasione per dirne male.
Si trattava del sacramentare di un vecchio che aveva riempito di banconote la Banca di santa Fè (perchè delle banche di Buenos Aires aveva deciso di non fidarsi affatto) e continuava a vivere nella casa di lamiera ondulata di sempre, con gli stessi abiti sdruciti di trent'anni prima. Un uomo ricco ma ormai soltanto di soldi e di passato.

Gianni Priano (continua)
postato da dirtyinbirdland alle ore 26/05/2008 19:03 | link | commenti
categorie: gianni priano, cronache di scĂ lvari
domenica, 25 maggio 2008

CRONACHE DI SCALVARI (carniceria di popolo)

Lavoro_nei_campi

                                                                                                                                 San Pedro 3 gennajo 1920

Estimado barba,
comtinuamente non ricevvo noticias de la familia de directo ma sabe por habe etrovato un hombre ne lo Porto ieri venente da Voltri circa la morte de vosta figlia Maria causata da febre spagnolla. Invecio Gio Bata Natale pare salvo da la guera, enorme masacro mondiale. Fortuna por Argentina in quanto chè non partecipà a la spavventosa carniceria di popolo.
Noi stammo ne la Fattoria con agio bastante e si avete necessitade reguardo a lavorare presso di me sappia che ci sta postazione per uno o anche duo Priano habente brazos e capo non di segatura. Magara se c'è una jovane fillia vostra penso potrebe occuparse de mia madre Miriam uno poco poco malada de core?
Io ora ve saludo con deferente abbraccio . Suerte da todos a todos.

Jò Priano
postato da dirtyinbirdland alle ore 25/05/2008 07:11 | link | commenti
categorie: gianni priano, cronache di scĂ lvari
sabato, 24 maggio 2008

Post it

backdoor_pusher_by_bj666
Il mattino ha l'oro in bocca
Peccato che ti venga in mente
Shining

postato da dirtyinbirdland alle ore 24/05/2008 07:49 | link | commenti
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giovedì, 22 maggio 2008

gina pane Laure 1977

(By Gina Pane)

CRONACHE DI SCALVARI (la Farmacia Estrella)

 

Alla vispera dei trent'anni, però, Errico fu assunto come commesso alla Farmacia Estrella, la più famosa e prestigiosa Farmacia di Buenos Aires. Un tempio dei farmaci ma anche un paradiso del buon gusto e della raffinatezza. Pavimenti a mosaico veneziano, scaffali in legno intarsiato, affreschi sul soffitto e banconi in marmo italiano di Carrara.

Errico fu commesso e assistente di laboratorio. Cambiò casa e dal Quartiere di Boca si trasferì nel borghese Quartiere di Palermo dove comprò con sacrificio e debitamenti un grazioso villino di fronte alla fermata del tram che, in quattro minuti del suo orologio a cipolla, lo portava dritto alla Farmacia.

Nella bottega paterna rimasero Idèa e Marèa, silenziose, precise e velenose. Avvelenate da quel padre eterno, esclusivo e ingombrante. E sempre più brusco, sgarbato, intollerante verso ogni pensiero differente dal suo. Intanto anche Violantina, nonostante i decotti di salice, se ne moriva di febbre. Una morte che non si sciolse nelle lacrime (Bacicìn vietò a sè ed ai suoi figli di piangere) incarnendosi sotto la pelle ruvida e sottile del cuore di ciascuno di loro ma, specialmente, in Idèa e Marèa quella morte si conficcò ben dentro e fece infezione.

Dominico continuava ad inviare clienti al padre ma, ormai, evitava le visite tanto erano insopportabili le minestre flaccide delle sorelle e l'ìnvidia rabbiosa per la giovinezza che si faceva largo nelle budella di Bacicìn.

 

Gianni Priano (continua)

postato da dirtyinbirdland alle ore 22/05/2008 09:39 | link | commenti
categorie: gianni priano, cronache di scĂ lvari
mercoledì, 21 maggio 2008

the_experiment_by_bj666
La poesia è questo furto dentro al niente, ecco. La posso amare solo come l'hai amata tu, ma questo non accade che se si cade da una stella, direbbe nietzsche, e noi cadendo siamo a braccia rotte e gambe monche.

Da quale stella sei caduta, Lou? Baciami in bocca.


(frammento epistolare)
postato da dirtyinbirdland alle ore 21/05/2008 18:52 | link | commenti (2)
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domenica, 18 maggio 2008

Porto Loco

pb-81-img-pr-2090-img-img_3(Foto by Giampiero Corelli)


Via Prenestina
Porto Loco

Con i tuoi bar di mare
Per ogni piega di ogni asfalto

I tuoi colori consumati
Sui capelli

Le minigonne al limite
Del monte

Le tue risacche spente
Sulle bocche

I cumuli di storie
Monete contraffatte

Quella insinuante estrema
Eccitazione

Che porta il quotidiano
A farsi raro

Un’estasi bandita
Schizza fuori

Disegna macchie Rorscharch
Sulle dita

E l’allegria adusata
Alle monete

Tintinna il resto delle
Piccole ore inquiete

Mentre stanotte è bruciata
Anche la fame

Fra i vetri rotti  calze belle
Di giovani puttane

L’estremo disappunto
Ha rotto l’equilibrio

Fra smarrimento nutrimento
E sogno

La notte dei cristalli ha infranto
Le vetture ed i lampioni

Mostrato i muscoli
Al di sopra dei coglioni

Spogliato le strade di ogni rosa
Spezzato il gambo della Tea ritrosa

Regina chiacchierina d’ogni posa
Sorelle transitate o sedentarie

Vi bacio le ferite
Con parole solitarie


postato da dirtyinbirdland alle ore 18/05/2008 19:12 | link | commenti (8)
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giovedì, 15 maggio 2008

the_year_6060_by_bj666
Maiko - The guest before



Se Bemjamin avesse preso
Un treno quel mattino

Se Bettelheim imbustato avesse
Fiori al mercato e frutti

Se Sylvia vol au vent messo nel forno
Ancora per un party in vetro

E se Marina avesse chiuso
Il nodo alla cravatta di un ragazzo

Allora forse
Mi sarei voltata
Senza fretta
postato da dirtyinbirdland alle ore 15/05/2008 22:36 | link | commenti (3)
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giovedì, 15 maggio 2008

CRONACHE DI SCALVARI (malva e barba di granturco)

pozioni

Errico Devoto volle imitare l'hermanastro Dominico e, aiutando il padre nel laboratorio di Boca, fece in modo di estudiar chimica, biologia, astronomia e medicina generale.
Il megòn megante Bacicìn in un primo tempo finse di ignorare le intenzioni del figlio e continuò, come se nulla fosse, a muoversi insieme a lui ed a Idèa e Marèa tra infusioni, emulsioni, soluzioni, decotti, impiastri, sciroppi e impacchi.
Succo di cavolo e miele per i gargarismi, decotto di canigèa per quando va giù la voce, foglie di ortica cotte per strofinare la testa e tenerci attaccati i capelli in cima, fino alla vecchiaia, per il mal di capo crema di patate sulla fronte, camomilla speciale per il bruciore agli occhi e barba di granturco bollita per il naso tappato. Bietole e burro per gli orecchioni insieme ad applicazioni calde di olio. Acqua speciale per il catarro e acqua di violette seccate per la tosse. Malva o grappa asciutta per il male ai denti, timo e lavanda per il torcicollo e le sette farine (grano, ceci, formentone, lenticchie, castagne, mais, orzo) per la bronchite. Salvia, menta, rosmarino per quando manca il respiro.Crema di lardo e cavolo per i lividi e crema di bianco d'uovo e farina per il male alle braccia ed alle gambe. Succo di sambuco al mattino, digiuni, per andare di corpo e pasticche di carota e carruba per non andarci troppo. Giglio e ribes per i calli e decotto di dente di cane per la scarlattina. Polvere di prezzemolo mischiato a cavolo per le ferite e crema di rapa per i bruciori delle donne, là sotto.
Acqua di foglie di fiume per i foruncoli e acqua di rosmarino per digerire. Collana speciale d'aglio per curare i vermi, olio caldo per dar contro al fuoco di Sant' Antonio e olio di noce per far più belle le ciglia.

Gianni Priano (continua)
postato da dirtyinbirdland alle ore 15/05/2008 22:12 | link | commenti
categorie: gianni priano, cronache di scĂ lvari
giovedì, 15 maggio 2008

La madre divorata

abuso-bambini

Io sono monca
Sono spezzettata

Sono tagliata come
Con l’accetta

Son torva divorata
Incappucciata

Violata condannata
Seviziata

E tu di lato
Sei un grumo di spavento

Il fondo di ogni mondo
Sei il Dio spento

Sei la mia pancia
Privata di ogni vita

E della gioia la disperata
Sconfinata dipartita

Sei l’agnellino che cammina
A quattro zampe rotte

L’orrore che si ingoia
A tarda notte

Siam tutti e due mozzati
D’ogni cura

Sono il cadavere sospeso
Sul cadavere

Ed in tua assenza finalmente
Io più non ho paura

abuso-bambini-1
postato da dirtyinbirdland alle ore 15/05/2008 21:59 | link | commenti
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