Maiko - Dirty in birdland - KnowArt

-- Mi chiedo se Freud abbia amato i suoi pazienti come i suoi cani, e credo di sì, onestamente, anche se dubito che si sarebbe lasciato riprendere con uno di loro al guinzaglio, a Londra, in un mattino di sole, seduto al tavolino di un ristorante o in una festa di famiglia--
giovedì, 31 gennaio 2008

CRONACHE DA SCALVARI

(Il Bisagno tracima)

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L'onda gli arrivò addosso spostandolo di molti metri, sentì il fianco tagliato da qualcosa, una lamiera, forse. Con il fango negli occhi e la gola chiusa pensò che non lo avrebbe mai incontrato. Un pensiero semplice e vuoto, come semplice e vuota era, ora, la fine. Cosa aveva riempito la sua vita fino a quel momento? Prima la rabbia e la solitudine, poi la rabbia, la solitudine e l'odio. Finchè la rabbia era avizzita e la vescica dell'odio si era svuotata. Era rimasta la solitudine. Troppo poco per tener botta alla vita. Per reggere e per reggersi sulle gambe corte aveva dovuto aggiungere alla solitudine un ingrediente vecchio come il cucco. Il più istintivo. Il più artificioso. La speranza. Che adesso era un rottame tra i rottami finiti sulla spiaggia. Tronco o ruota d'automobile. Siamo noi a nutrire la speranza, ad imboccarla, ad educarla e quando ce ne andiamo la nostra speranza dimagrisce, si disfa, perde forma e direzione. Ugualmente all'anima che non sopravvive al corpo ma con il corpo muore perchè del corpo era il sogno. E, tra i sogni, per molti di noi, neppure il più frequente.

(Gianni Priano)
postato da dirtyinbirdland alle ore 31/01/2008 18:53 | link | commenti (1)
categorie: gianni priano
giovedì, 31 gennaio 2008

Essensua-tanya_male

Mi voglio stramoderna
Girondina
Scambista e forse nuda
Su una duna
Dove la terra trema
Ululo in sordina
Upupa triste
Sculacciata con le rime
postato da dirtyinbirdland alle ore 31/01/2008 13:08 | link | commenti (4)
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giovedì, 31 gennaio 2008

Pozzo-S.Patrizio_06max





































A Scàlvari in via degli Americani
le ville sono torte da piantarci
dentro il cucchiaio o il piede di porco.
Don Peppino ci piantò le mani
non so se per redimerle o inghiottirle
per fotterle o per benedirle.

(Gianni Priano)
postato da dirtyinbirdland alle ore 31/01/2008 13:00 | link | commenti (1)
categorie: gianni priano
mercoledì, 30 gennaio 2008

Memoriale odierno

bambino

11/12


Ma senti che silenzio
Mi ronza dentro
Come una mosca che divora
Lo spazio residuo nel mio sterno
Ho il cuore gonfio
D’amore malriposto
La pace della casa
Questo voglio


Ma senti che silenzio
Sei sotto le lenzuola
Sei morbida e un pochino
Consumata ma che vuoi
Son gli anni in questa casa
La periferica che imbocca
Il nulla e torna


Ma senti che silenzio
Bambino mio fiore reciso
C’è il grido tuo  che fa
Ricca questa casa
Il riso dei bambini
Una ricchezza detta dalla terra
Divorato questa volta
Con le mani
E tu marito mio mi ami?

postato da dirtyinbirdland alle ore 30/01/2008 06:58 | link | commenti (2)
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martedì, 29 gennaio 2008

9-11
Memoriale odierno

9/11


*

Un uomo cade
Precipita svanito
Nella spirale del suo
Fiato corto
Non tocca che il rimorso
Delle cose state nello stato delle cose
Com’è adesso intangibile
E innocente in esperienza
L’esitazione che respira al ritmo
Del suo sesso che demorde
Dalla sua buia virile
Tardiva interazione
Con l’abbandono nelle gambe
Il dolore è sempre verticale

*

torri_gemelle_disperazione
**

La donna cade
Come cadono le donne
Inginocchiata rannicchiata
Sia pure giù a spirale
Le mani intorno
A tendere per prendere
La comprensione del confine
Un lungo interminabile cordone
Ombelicale le scivola da una parvenza
Di apertura e non c’è nulla
Che vi sia di appeso
La prospettiva rovesciata
Di un trattenere e di un lasciar andare
La donna si fa pozza
D’acqua bianca
A livello della strada

**
postato da dirtyinbirdland alle ore 29/01/2008 19:32 | link | commenti (1)
categorie: memoriale odierno
domenica, 27 gennaio 2008

Chiesetta San Tommaso













Qui dove sono esule onorario

il verme solitario del dolore

fa comunella con l' abecedario

elementare di quattro signore

artificiali anche nel colore

di quel che han posto al posto

del cuore.Sarebbe a dire ciccia

di razzista, lardo di prete e culo

di gallina, unghioli di notaio

e imprenditore. Qui a Scàlvari

non c'è officina in cui non metta

becco un monsignore.


(Gianni Priano)

postato da dirtyinbirdland alle ore 27/01/2008 22:13 | link | commenti (2)
categorie: gianni priano
mercoledì, 23 gennaio 2008


Donna al bar 40X60




































(Painted by Paola Marchi, Donna al Bar)

"i bar ci indagano. è così. ci ho vissuto dai 14 ai 29 anni, in un bar. assente solo per vacanza e malattia.si chiamava circolo bocciofila carrara. dietro il bancone ho conosciuto dinastie di gestori: valentina, dai candidi capelli bianchi; cardone, dal muso lungo e il piglio sbrigativo; angrisani, detto angry la nuit per il suo attaccamento alla vita; e parodi detto godiparodi perchè dell'attaccamento alla vita (tranquilla) era la parodia (parodia: da parodi, sostantivo etc). tranne l'ultimo che alleva asini in un paesino dell'entroterra gli altri sono tutti morti.
smisi di frequentare a 29 anni.
ero stato un bravo giocatore di boccette, al biliardo. uno spingitore di flipper, un bevitore di papaya drink e spume al ginger (e di birre, naturalmente).
il vino no...era davvero troppo terribile.
lo bevevano i vecchi: il belo, ai ai ai, mastrobirraio, benardìn. nessuno di loro aveva un nome. solo "nomaggi" cioè soprannomi. morti anche loro: tutti.
fuori una panchina azzurra che ha ben conosciuto i miei jeans adolescenti e giovani e i culoni, i culetti i normo-culi di noi, generazione figlia ormai tutta spruzzata di bianco e acciacchi."

(Irazoqui)
postato da dirtyinbirdland alle ore 23/01/2008 05:43 | link | commenti (10)
categorie: irazoqui
martedì, 22 gennaio 2008

jeanpaulnacivet

















Mancamento


Mi mancan le parole
D’amore

postato da dirtyinbirdland alle ore 22/01/2008 06:05 | link | commenti (5)
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sabato, 19 gennaio 2008

Sconcerti d’amore**


Entro al bar e lo sai
Son risvegli dei sensi
A quell’ora al mattino
Che fa pigre le gambe
Indolenze svogliate
Con le gambe incrociate
E la scarpa che pende
Davanti ho le tazze  sbriccate

Entro al bar e lo sai
Sono tutta un bagliore
Il mio corpo si tiene idealmente
A maniglie d’amore
Il paletot rigirato
Nero e grigio sul collo
La mia gonna di pelle
Il collare che stringe
Mi ci mandi da sola
A sentire il timore
Se mi piego si sfiora
Il mancato pudore
Che mi imponi alle sette
Proprio quando mi vesto
Di scoprire al di sotto i miei fianchi
E portarli sprotetti nel mondo

Entro al bar e lo sai
Che ne fumo una sola per volta
Mentre scrivo di getto
Sul quaderno le note incrociate di notte
Ho quel bianco sul viso
Che rammenta alla mente che ho storia
Che trastulla quel rosso
Che m’infuoca se smuovo il rimosso

Entro al bar e lo sai
Che ti aspetto
Siamo fuoco di legna acceso dall’alba
Operosi contenti  eccessivi violenti
Siamo il sogno maldestro dei destini interrotti
Brucia in borsa l’inganno che incombe
Sulla testa agitata dei nostri rimorsi

Entro al bar e lo so
Che s’infilano rette
Le mie attese di sguardo
Le tue onde distratte
Sei una donna sei un uomo
Sei un pezzetto di strada
Tieni aperta la porta
Il mio passo divaga
Bevo annuso e respiro
Con lo zucchero in bocca
Mi rivelo che oggi
Siamo il Bar che ci indaga

Bar dell’Angolo acuto
E Caffè del Tepore
Operoso sfrontato irruente
Condannato al brusio delle ore
Se ci torno ubriaca
La sera in ritardo
Mi diventa in sconcerto
Il bar che traghetta
Con le calze smagliate
E il rossetto sfumato
Nei bicchieri agitati e scomposti
Tremolii inconfessati
E sconcerti d’amore


** Cartolina inviata per  Osteria da Amalia, 19 genaio 2008
postato da dirtyinbirdland alle ore 19/01/2008 08:22 | link | commenti (5)
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sabato, 19 gennaio 2008

Today
postato da dirtyinbirdland alle ore 19/01/2008 07:19 | link | commenti (1)
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venerdì, 18 gennaio 2008

Se c'è, la Grazia
non va per il sottile
non ha l'estetico senso delle norme
venerate, delle pedonali
strisce terrene, della maggiore età
con cui spesso si va
dal niente al niente

*

Se c'è, la Grazia
non la prendi all'amo
(credo) con il calcolo prudente
(o forse sì, ma che ne so) se c'è
la Grazia, penso di cattivi
odori sappia (o anche di buoni)
di acque strette orlate
da marciapiedi dove non si può
camminare a due per due, se c'è
è sempre una faccenda individuale.

*

Se ha un' innocenza è quella dell'evaso
al quale è riuscita l'evasione.
La Grazia tiene il broncio canagliesco
e agro delle cagnette magre
intelligenti di quell'intelligenza
smaestrata che passa sotto il naso
dei santi a ricordargli quale vita
c'è in quella nostalgia che li sorprende
inginocchiati, a sera, e gli domanda
cos'è che infine grazia un disgraziato.

*

Se c'è, la Grazia segue i suoi percorsi
cammina scalza e si accovaccia in chiesa
ai piedi della statua di don Bosco
che amò i bambini e li cercò sul filo
scorticante del proprio desiderio.
Ed è -se c'è- nella non gloria, dove
persino Dio (prima di tutto Dio)
sente gelarsi dentro la speranza.
Se c'è, la Grazia è un pazzo che si inciampa
e sfonda il catafalco della morte.


(Gianni Priano)
postato da dirtyinbirdland alle ore 18/01/2008 18:11 | link | commenti (1)
categorie: gianni priano
giovedì, 17 gennaio 2008

Radiodramma dell’abbandono

godtf7



























Boris, così ti chiamo
Mi rammento che sei il cappio
L’angoscia fa banchetto
Nel cerchio dell’assenza
La mano destra non conosce
La radura che la sinistra sola tocca
Le fantasie sono moleste
All’ora che trabocca a peso storto
Al piede della notte risalendo
Fino al declino di ogni muta forma
Nel chiarore del freddo allodolino.
Amplesso copula scopata
Ogni contesa doma sia ospitata
La pelle si sollevi se respiro
Il corpo estraneo che mi sono a volte
Cappuccio potenziale nuova essenza
E l’anima ne prenda vuota la presenza
Pietra di sale specchia la ferita
La rosa Paracelso l’ha tradita
postato da dirtyinbirdland alle ore 17/01/2008 21:59 | link | commenti (4)
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