Maiko - Dirty in birdland - KnowArt

-- Mi chiedo se Freud abbia amato i suoi pazienti come i suoi cani, e credo di sì, onestamente, anche se dubito che si sarebbe lasciato riprendere con uno di loro al guinzaglio, a Londra, in un mattino di sole, seduto al tavolino di un ristorante o in una festa di famiglia--
venerdì, 31 agosto 2007

donna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Appunto 4

Ancora due giorni sull'isola. Sulla terra circondata dal mare l'inconscio abita uno spazio che ha limiti segnati ma aree dedicate. Vedo la guerra d'autunno, e la bellezza di una donna in corsa preceduta dal suo cane.


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giovedì, 30 agosto 2007

      ballo

      Le altre sono state meno tempo

      e certo meno in profondità

      estranee allo scavo quotidiano

      forse fulminee. Come la pietà. 
       

      (Gianni Priano)

postato da dirtyinbirdland alle ore 30/08/2007 06:52 | link | commenti (2)
categorie: gianni priano
mercoledì, 29 agosto 2007

Appunto 3 - Serie onirica

gallery10

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il sogno calcola senza ritegno il dolore provocato da un possibile abbandono. Ancora il sogno si concentra sulla veridicità di un passo che non trova scarpe. Ci sono tutti: la scuola, la casa, i genitori, i fantasmi.
Infine, la riesumazione di un amico diviene nel silenzio di una chiesa, l'occasione per un party americano:  ci si nutre per poter stare vicini. La donna scosta il lenzuolo perché non faccia attrito con tutte queste immagini, mentre si muove.

postato da dirtyinbirdland alle ore 29/08/2007 08:13 | link | commenti (9)
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lunedì, 27 agosto 2007

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Appunto 2

Io i Simpsons non li ho mai visti. Questo mi rende aliena in un mondo, comunque sia, fondato sulla condivisione delle immagini.

Oggi recupero.

 

 

 

postato da dirtyinbirdland alle ore 27/08/2007 07:47 | link | commenti (7)
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lunedì, 27 agosto 2007

    Sembra quasi la stesa dei tramvieri

    la muta dei becchini, palombari

    in superficie di profondità. 

    Meno distratti, forse ma ugualmente

    nervosi nell' attendere il mestiere

    sempre sacrale della traghettità. 

    (Gianni Priano)

postato da dirtyinbirdland alle ore 27/08/2007 07:44 | link | commenti (2)
categorie: gianni priano
domenica, 26 agosto 2007

bagnante

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Appunto 1 - Un'isola

Una donna legge Christofer Bollas alle sei del mattino seduta in veranda. L'isola ospita ogni suo possibile pensiero, e la nudità dei piedi penzoloni. Si raffigura intenta a percorrere la spiaggia parzialmente immersa nell'acqua tiepida del mare. Rimprovera a Bollas questa intrusione della parola depressione nella quiete della terra separata da tutto.


postato da dirtyinbirdland alle ore 26/08/2007 07:09 | link | commenti (6)
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venerdì, 24 agosto 2007


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Ancora una piccola pausa
Andare in equilibrio
postato da dirtyinbirdland alle ore 24/08/2007 07:12 | link | commenti (4)
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mercoledì, 22 agosto 2007


Al Ministero per le pari opportunità e Alla Pubblica Istruzione

Alle donne non si perdona mai
Che possan essere lupe

Un amico poeta
Insegnava

Che la lupa dev'esser legata
Coi capelli rasati

Che se fischia per strada
Stranita d'amore

Le risponde da dietro
La  processione bianca

Che non deve pensare
Non può esser teoretica

Che non deve abitare
Come i maschi compagni nel vento

Che non deve toccarsi
E neppure toccare

Che non può arrotolare la carta
Per farne del fumo per strada

Che le manca la pancia gonfia di birra
E le dona soltanto il suo essere madre

Che non è se non figlia
Che se è rossa non tocchi nemmeno la pianta

Perché sterile porta vendetta
E se libera è maga che incanta

Nessuna Simone mi ha insegnato
Più di Verga col racconto del prato
postato da dirtyinbirdland alle ore 22/08/2007 18:07 | link | commenti (6)
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mercoledì, 22 agosto 2007

La catastrofe

seno





































Un uomo si masturba un mattino, steso sul letto, con la mano destra ed il lenzuolo a coprire le ginocchia. Guarda il soffitto, sul monitor le immagini dell'ultima strage e la voce del cronista. Sul comodino Il buio in fondo al tunnel, di Christopher Bollas.



Alle 7 del mattino una donna si accarezza, coperta dal lenzuolo, con tutte e due le mani sfiorandosi le labbra sentendo l'umido di dentro. I suoi capelli sono seta indiana sul cuscino. Il televisore è acceso, scorrono le immagini di corpi, il volume è spento. A terra, Il buio in fondo al tunnel, di Christopher Bollas.


postato da dirtyinbirdland alle ore 22/08/2007 07:54 | link | commenti (11)
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mercoledì, 22 agosto 2007

ND2628



























Via Fabio da Persico mi ha visto
- come si dice - affamato adolescente
e le tue persiche non hanno smesso mai
di affamarmi a settembre quando il sole
sfacendosi si spiega interamente

(Gianni Priano)
postato da dirtyinbirdland alle ore 22/08/2007 07:18 | link | commenti (4)
categorie: gianni priano
martedì, 21 agosto 2007

Radici

28 (Donna con cappello (1917) di Paolo Emilio Passaro)


La signora Neri da più di un anno non visitava lo studio del suo analista. Con quieta accondiscendenza, il suo analista aveva accettato la prospettiva di una conclusione. Posto che, e di questo non vi è certezza alcuna, ci siano conclusioni in un percorso di tal fatta. Era così dunque che la signora Neri si sorprendeva talvolta a ripassare, per caso, sotto lo studio che per anni l'aveva ospitata. All'altezza del cancello era solita, in quei frangenti, sollevare il volto verso il secondo piano, dove con una certa apprensione controllava che le persiane fossero solo socchiuse. Rassicurata dallo spiraglio che ritrovava sempre aperto, la donna proseguiva fino a raggiungere il giardinetto del caffé d'angolo. Qui, con passo un po' incerto, varcava la soglia ed ordinava, prima di accomodarsi al tavolino sotto un albero di fico, un caffè d'orzo in tazza grande. Accomodatasi sulla sedia sfilava i guanti di lana, posava al lato il cappello e liberava della sciarpa il collo e l'incavo dei seni. A questo punto, immancabilmente in quelle occasioni, tirava fuori un libro e le sigarette, e da un astuccio in cuoio  scuro una penna e una matita per le labbra. Guardandosi rispecchiata dalla vetrina dei dolciumi, lasciava che il belletto le rendesse un po' più rosse le labbra, eliminando l'eccesso di colore con uno dei tovagliolini portati con il caffé dal cameriere. Riposta la matita, apriva il libro e dal suo centro estraeva dei fogli in carta bianca, usando per marcare le parole la sinistra. Era così che cominciava a scrivere indifferente al farsi della sera, e che scriveva per un'ora. Anzi, un po' meno. Scriveva per cinquanta minuti, ogni tanto bagnando le labbra alla bevanda via via più fredda. Quando era ormai chiaro che di fuori andava facendosi strada il buio della sera, chiusa dall'ora tarda al clamore dei rumori dei negozi, la signora Neri recuperava dal lato la sua borsa, vi riponeva il libro, chiudeva la sua penna nell'astuccio e si levava. Si levava come fanno alcuni fiori rossi di cespuglio quando la notte viene nera. Lasciava quindi il tavolino e il caffé col suo giardino, non prima di esser passata in bagno, a ricomporsi prima del cammino.

Dal diario del dott. Erenzi:
La paziente Bianca Neri, che da oltre un anno ha concluso l'analisi, continua a visitare la strada del mio studio ogni pomeriggio nei mesi d'inverno. E' solita passare intorno all'ora che le era appartenuta, e ripassare oltre il cancello più o meno un'ora dopo. In una delle ultime sedute aveva riportato di un racconto, col quale vinse in un concorso, nel quale il suo analista si era rivelato origine radicale di un rizoma, che dalla sedia del suo studio, emanato dal suo corpo, scendeva fino a percorrere le viscere della metropoli, La signora Neri era solita, al termine delle sedute, passare in bagno prima di uscire, come per esser certa di non portare fuori neanche una sola goccia di tutte quelle lacrime, di dolore o di gioia, di cui solo qui lei poteva parlare.


postato da dirtyinbirdland alle ore 21/08/2007 17:28 | link | commenti (2)
categorie: una analisi freudiana
martedì, 21 agosto 2007

urlo









































(Painted by Enrico Colombotto Rosso - L'urlo “Il Male. Esercizi di pittura crudele” dal 26 febbraio 2005 al 26 giugno 2005 - Palazzina di Caccia di Stupinigi - Torino)


Il cuginetto mette i piedi storti
bambini miei, qui non c'è gara
restiamo tuti indietro. Anche
chi bara. Tutti persi nei nostri
pensieri troppo corti. Restano
indietro anche loro.Gli atletici
morti.

*

Non c'è gara, Pietrone
non c'è tara
leggibile, il male di Lorenzo
è lì davanti
netto, lordo.
Il male si presenta male.
E' un porco ingordo.


(Gianni Priano)
postato da dirtyinbirdland alle ore 21/08/2007 06:38 | link | commenti (4)
categorie: gianni priano

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