Maiko - Dirty in birdland - KnowArt

-- Mi chiedo se Freud abbia amato i suoi pazienti come i suoi cani, e credo di sì, onestamente, anche se dubito che si sarebbe lasciato riprendere con uno di loro al guinzaglio, a Londra, in un mattino di sole, seduto al tavolino di un ristorante o in una festa di famiglia--
mercoledì, 30 maggio 2007

POESIE PER IL VECCHIO GHETTO SOTTO LA NEVE

5-rose-6




























E' nevicato perfino dentro il ghetto
ho visto in vico adorno una bambina
con la sciarpa a quadretti rossa e gialla
sotto il blu di quella sua lucina
che attira i ragionieri e i muratori
e chiama a sè tutti i lavoratori.

*

In vico untoria la neve è scesa lenta
lenta lenta sui riccioli ramati
della pupa-pantera che gli unghioli
tiene nei rosa guanti ricamati.

*

Vico dell' olio è una pista liscia liscia
ci scivola la bionda smanicata
bella e cicciosa sopra lo slittino
è un caldo seme questa nevicata.

*

Spero che rimanga e non diventi
come diventerà solita acqua
questa bianchezza che brignole e via venti
affratella a vico delle cavigliere
parte un grifone dal carlo felice
e si innamora degli occhi di pernice
che tengo accà come nu piez 'e napule
pè chiagne e sfriguglia in cotesta tana
di me zeneize ma napuletana
vent'anni ommo e trentasei puttana.

*

Non nevicò quel giorno che il carruggio
qui venne detto della croce bianca
e neanche la notte che scapparono
uscendo dalle nicchie le madonne
tirate su le gonne celestine
attente bene a non inciampare i piedi
nei vasi rotti nelle  bisce o i chiodi
qui che si dice se fai peccato godi
non nevicò la notte vandeana
ma oggi sì ed è neve giacobina
fresca e preservativa e adamantina.

Gianni Priano
postato da dirtyinbirdland alle ore 30/05/2007 05:27 | link | commenti (3)
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lunedì, 28 maggio 2007

Container

6411418-original
























(by)

La bambina si chiamava Cina.
Rossa e snodata come gomma.

Per i capelli la mamma la prendeva
Ogni mattino sotto casa.

E lei voleva andare
Voleva sottostare

Senza interrompere di dentro
Quell’insistente giro

Con cui vagava di casa in casa
Nel quartiere prendendo le elemosine

Pagate per la perla trasparente
Racchiusa da lei gelosamente

Nelle dita. Cina portava
Un libro immaginario

Perfettamente in equilibrio
Sulla testa, osava una piroetta

Gelando il vento con la grazia
Della fretta sbarazzina

Ma gli occhi si perdevano ogni tanto
Intravedendo l’ingresso del container

Nel quale sotto cumuli di seta
La madre accompagnava nel silenzio

Uno per uno i suoi sette fratelli
In fila indiana soffocati dal gran caldo

Dello stanzone dei fili appesi agli aghi
Cerimoniale senza fiori morbido di stoffa

L’odore un poco dolce del dolore nell’amore.
postato da dirtyinbirdland alle ore 28/05/2007 18:22 | link | commenti (4)
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domenica, 27 maggio 2007

Diario della pioggia

vermicino





















Gli scrittori italiani impazzano come anime vaganti a Vermicino. Ed anch’io, che non scrivo, ho tenuto per anni quella domanda inappagata dentro di me. Come può essere una cosa così semplice così disastrosa? Come può essere una evidenza così intoccabile? L’esperienza della lettura è questo, questo riandare a toccare, anche il corpo che non siamo mai stati. Il corpo televisivo di uno di quei milioni di occhi e di uno di quei milioni di memorie. Come ognuno sia nato dopo il millenovecentosessanta potrei tormentare il mio interno ripescando le cronache amare dei dolori narrati e mandati in un tubo catodico a riempirsi di polvere. L’Idroscalo di Ostia, Vermicino, Bologna stazione. I cortei del divorzio, i processi dove nascon le sbarre, reato di stupro contestato alla tele dalla donna che infine avrebbe abdicato. Ed ora mi dico: dove sono le passioni dolenti degli anni ’70, mentre Cogne divora lo schermo, e ogni cosa diventa condanna? Dove è andato il narrare, la mente che indaga, il cuore che tocca, mentre ha smesso di farsi visibile anche la pioggia? Invisibili siamo, e a nessuno vien voglia di riandare con la bocca o la penna sul niente di Vespa. Mi ricordo che Vespa era un nome di moto, quando avevo nemmeno vent’anni e la pioggia si sposava d’inverno al selciato.

postato da dirtyinbirdland alle ore 27/05/2007 17:40 | link | commenti (5)
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domenica, 27 maggio 2007

Etica della tenerezza

022001000028





















Spingendo la notte più in là - Mario Calabresi - Mondadori, 2007

Un libro onesto, toccante, rispettoso di sé, colmo di tenerezza. Da qualunque parte si prenda.
postato da dirtyinbirdland alle ore 27/05/2007 11:30 | link | commenti
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sabato, 26 maggio 2007

Storiografi

309






















Distaccamento "Gaggero". Distaccamento libertario operante nella zona di Voltri in congiunzione con la brigata SAP Piva (foto inviata da Guido Barroero).


Il silenzio porta traccia di un cupio dissolvi
che trasuda come goccia faticosa e sacrale
dalla cronaca e dal disamore

Sulle pagine si disegna il confine
Di quell'unico corpo che sociali
Non sappiamo curare

Ed il luogo che vorrebbe potere
La poesia delle cose
Si recupera per bocca e per nome di cane

Signorina, lei che porta quel nome
La Brigida, sciancata sciantosa
Potrà forse parlarci ancora una volta d'amore

E noi vibreremo
Come pagine voltate dal vento
Nel sole
postato da dirtyinbirdland alle ore 26/05/2007 17:06 | link | commenti (1)
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martedì, 22 maggio 2007

Margherita
























Da zuvu a vghiva murì
quai c' me parìvan
mort da saimpr.

Ra differainza a r'è isc-ta
c' aura a mora dra giaint
ca m'asmia ancùra viva
anca dop avàila sutròia.

Da giovane vedevo morire/ quelli che mi sembravano/ morti da sempre.// La differenza è questa/ che ora muore della gente/ che mi sembra ancora viva/ anche dopo averla sotterrata.

(Gianni Priano)

postato da dirtyinbirdland alle ore 22/05/2007 17:33 | link | commenti (3)
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martedì, 22 maggio 2007

venditore_origano





































Ci sono antichi sensi tra cui questo
cercare l'ombra quando il sole batte
le strade, i sassi del nostro nord ovest
dove l' estate è un cane in certi giorni
d'idrofobia. Chiedi allora
all' albero del pepe un' amicizia
che alla robìnia, a una tòpia o al nocciòlo
soltanto osi ancora domandare.

Dopo averle annegate le amicizie
povere anguille nel fango dei ritàni.


(Gianni Priano)
postato da dirtyinbirdland alle ore 22/05/2007 17:19 | link | commenti (1)
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domenica, 20 maggio 2007

Accarezzandoci la pancia

maternita_big

























(Painted by Anna Maria Scialla)


E’ gonfia oggi anche la tua pancia
Tonda ed elastica

Marsupio di stupori
Sei incinto e reso cerchio

Dalle distanze poste dal bisogno
Di ricreare nel corpo e nella mente

Lo spazio che ci accolga
Me, te e la bimba o il bimbo

Nel nero giallo bianco arancio
Che verrà a prenderci con il silenzio

Con un linguaggio non previsto e le movenze piccole
Che cercano nel nuovo di cancellar l’antico danno

Si tratterà di cominciare da uno zero
Imprevedibile e scoperto

Sono come sarebbe un uomo
In polvere d’incanto

Su queste nostre tonde cavità
Che muovono gli umori dentro a un viaggio

Che ci consente di essere
Gravidi e scossi in modo uguale

Le stesse nausee gli stessi mal di testa
Le stesse contrazioni ad ogni movimento

Da signorina femminista ho sempre ricercato
Di sentire le cose in modo uguale

E qui che ora si avvera questa paritaria
Capacità di farsi spazio di respiro nuovo

Insieme tutto insieme ogni frammento
Mettiamo i semi, ecografiamo l’esistenza,

Monitoriamo e infine diamo luce
Ti sento nel mio corpo e insieme siamo il varco

Da cui passa la testa del bambino
Fino a riempire il cerchio che segniamo

Col dondolio delle domande
E le carezze che ci diamo
postato da dirtyinbirdland alle ore 20/05/2007 11:23 | link | commenti (6)
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domenica, 20 maggio 2007

Gli amanti smemorini

18445001

























Le mani si preparano
A contendere il nuovo all’abitudine

Delle stoviglie dei cassetti
Dello scrittoio del terrazzo

Quella maison che abbiamo reso
Al riso tutti i giorni

Abitata ogni giorni dei fantasmi
Del futuro e dell’incerto

Teatri cinesi d’ombre i nostri corpi
Giovani e potenti

Il seno mio succhiato il sesso tuo
Svegliato dei rumori del mattino

Il pranzo la domenica
I peperoni sui fogli di giornale

Il miele millefiori nello yogurt
Le contese nella conca del divano

E quella fitta che attraversa
Mentre mi dici immemore mi terrai stretto, vero?

Ed io che ti rispondo che immemori
Saremo due vecchietti

Che rubano alla casa
La gelosia degli abitanti un tempo desti

E infine insieme accoccolati
Nell’amoroso riposo del non senso

Due grucce rivestite di colore
Aggrovigliate e appese sul balcone

Bandiere di stupore
Sguardi perduti e conquistati

Dall’incanto per cui niente è per niente
postato da dirtyinbirdland alle ore 20/05/2007 11:01 | link | commenti (2)
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sabato, 19 maggio 2007

scuola-1
























Diventi preside un giorno
andando verso la scuola
e non guardi più il tralcio
della vite inselvatichita, che
spunta dal muro nè il nespolo
chiuso da fumo, da case
e adottato dai propri frutti
gialli come le piante dei piedi.

Gianni Priano


**

Vecchine


























L' uva grassa non credo
possa dare qualcosa oltre che vino
e spacca in due la testa della trota
la fiocina mirata. Ma il volto
più vero, il succo assurdo
del giorno è verso sera, dentro i palmi
arsi ed estremi delle donne pie
tra le dita delle vergini stantie.

Gianni Priano



**

f3_09




















Pietà del becco dell' uccello grigio
nero che infrange e mangia le budella
del compagno o del simile sul greto
di cemento nella poca acqua
che neppure più grida
unta di limo senza fiori attesi
nè barche di giornali che la vanno.

Gianni Priano
postato da dirtyinbirdland alle ore 19/05/2007 08:02 | link | commenti (2)
categorie: gianni priano
venerdì, 18 maggio 2007

Alimentazione naturale

albicocca

Un’albicocca matura
Con le due parti separate
Schiusa dalla leggera pressione delle dita

Un frutto che si porta
Alla bocca e un po’ si preme
Con le labbra sul bordo

La polpa dolce e morbida
Un calco per il morso
La traccia dell’intromissione


Color d’arancio ma un po’ più chiaro
Velluto esterno e dentro l’umido
Del frutto aperto

Così al mattino ci si nutre
Separando con la lingua
Lucidi sul mento
postato da dirtyinbirdland alle ore 18/05/2007 08:07 | link | commenti (1)
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martedì, 15 maggio 2007

Memo sullo specchio in bagno


Palais.JPG



























(Photo by Man Ray)


Il problema dell'emanciparsi è sempre questo.
Due uomini si rubano la bocca ed è difesa dello spazio.
Due donne fanno lingua sulla lingua ed è una fantasia maschile.
postato da dirtyinbirdland alle ore 15/05/2007 19:20 | link | commenti (2)
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