Maiko - Dirty in birdland - KnowArt

-- Mi chiedo se Freud abbia amato i suoi pazienti come i suoi cani, e credo di sì, onestamente, anche se dubito che si sarebbe lasciato riprendere con uno di loro al guinzaglio, a Londra, in un mattino di sole, seduto al tavolino di un ristorante o in una festa di famiglia--
lunedì, 30 aprile 2007


La ragazza del ponte

1199a1




















Le sorprese sono tutte scalze
Come ragazze senza rumore ai piedi

Come le adolescenti innamorate
Di un girocollo disinvolto vestito da una giacca

E perdita dell'occhio all'orizzonte
Se tendo la mia schiena a fare il ponte

E slaccio del colletto appena un bottoncino
Tornando in piano per bocca di cravatta

Sfidando quella seta a farsi benda
O laccio che s'intrecci a vena scaltra

Silenzio tra le dita colgo e svesto
Il corridoio del mattino nell'ora in cui calpesto

Le tracce oniriche come orme in sfinimento
Il desiderio d'esser goccia che trabocca

Le ali rimboccate sotto al mento



postato da dirtyinbirdland alle ore 30/04/2007 22:22 | link | commenti (3)
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lunedì, 30 aprile 2007


Ko - tecnica mista su tela cm.100x80

























(painting)


Non ho giudizi mentre ti vengo incontro
spoglio di quasi tutto, in tutto uguale
agli altri nelle tenebre e nel ferro
nel bisogno di zuccheri e di scossa
ti guardo nel celeste del pigiama
e dei tuoi occhi, padre, ingurgitato
in un boccone dal tuo povero dio.

*
Padre celeste, come il tuo pigiama.

(Gianni Priano)

postato da dirtyinbirdland alle ore 30/04/2007 18:00 | link | commenti (4)
categorie: gianni priano
domenica, 29 aprile 2007

The_scream"In una taverna dei bassifondi londinesi, uno strano scantinato incomparabilmente sordido, Dirty era ubriaca . Lo era in modo estremo, le stavo accanto (la mano ancora fasciata per il taglio che m'ero fatto rompendo quel vetro). S'era messa un abito da sera sontuoso (ma io ero malrasato, scarruffato). Agitava le lunghe gambe, in preda a una veemente convulsione. La taverna era piena di uomini, occhi che s'intorbidavano sempre piu'. Facevano pensare a sigari spenti quegli occhi. E Dirty continuava a stringere le cosce nude".

Georges Bataille, L'azzurro del cielo

postato da dirtyinbirdland alle ore 29/04/2007 12:27 | link | commenti (3)
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sabato, 28 aprile 2007

Memo da frigo

Nuova%20Tentazione

Lo dichiaro oggi che i seni grandi e gonfi mi inquietano. Alludono e contengono. Son fatti per consentire la siesta del corpo maschile e per ospitare quella che Moravia definiva come regressione.

Potrei perdere la testa per una ragazza dai seni piccolissimi. Io che non regredisco ma vibro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Painted by Luca Guglielmo)

postato da dirtyinbirdland alle ore 28/04/2007 08:34 | link | commenti (5)
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sabato, 28 aprile 2007

Calcificazionedell
Sotto il nocciolo la fine dell'estate
si proclamava con i prataioli
chiari nell' ombra. Ora la mia fine
mi piacerebbe trovarla nella stessa
equivoca e inequivoca certezza.
 
Gianni Priano
postato da dirtyinbirdland alle ore 28/04/2007 08:29 | link | commenti (2)
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venerdì, 27 aprile 2007

 

brus[1]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Eccolo il diavolo, il cattivone
che striscia nella riunione
di condominio e partito
mentre quell' Altro langue
stordito dal sangue.
Non è il Settimo Cavalleria
(piange come un bambino, arranca)
il mio Messia.

(Gianni Priano)

postato da dirtyinbirdland alle ore 27/04/2007 08:18 | link | commenti (2)
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martedì, 24 aprile 2007

Today



postato da dirtyinbirdland alle ore 24/04/2007 20:32 | link | commenti
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martedì, 24 aprile 2007

Congiungimento

culcalbn3qz

































Sanguinerei sui testi
Come si gocciola pian piano

Fino a sedimentare
Lo spazio dello scavo sopra il sasso

-- Così sia pure
Prendimi sul duro

Infilati senza ritegno
Dove conservo il miele--

Poetessa sconcia
Che rivela la cronaca in diario

Visione che impolitica
Deve esser trasgressione che ricama

La consegna che la porta rivoluzionaria
Coniugazione e danno del verbo consumare

- - Consumami risucchiami fai male
 Riscalda per contatto inquieto scempio

Parlami delle particelle elementari
Mentre trastulli le piume dell’uccello - -

Indignati e manifesta giù per strada
Con l’asta di bandiera e il rosso che rischiara

Portami in Russia gelami le vene
Zarina in gonna senza mutandine

Per sciogliere succhiandomi
Il senso un po’ svanito fioca foce

Che canta senza ingombri della voce.
postato da dirtyinbirdland alle ore 24/04/2007 20:13 | link | commenti (5)
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lunedì, 23 aprile 2007

geco

nelle case di genova, brasile
quanti colori nel fondo delle tasche.
estate di lucertole nude, al mare.
negli orti sfavillano  pesche.

gianni priano



postato da dirtyinbirdland alle ore 23/04/2007 22:27 | link | commenti
categorie: gianni priano
sabato, 21 aprile 2007

Cronache inverse – Palermo, 21 aprile 2007


bambina_piange





















Gwendy 14 anni a maggio
Saccheggio povero di madre senza borsa

Stanza di polvere e lamento
E corpicino usato come un guanto

Le rughe che da sola non conosceresti
La bava che si appiccica al tuo sorriso appena aperto

Stralunato e sconcertato
La fitta tra le gambe ed il dolore neutro

Non conosci la strada del commiato
Puoi solo innervosirti

Osare il mal di pancia
Quando sei rossa e speri che sia ferma

La ruota a cui tua madre ti fa schiava
E fermo pure quell’ansimo grottesco

Che ti disegna addosso il peso
Di un vivere molesto

Se fossi zingarella andresti per le strade
Forse qualcuno infine ti vedrebbe

Meglio le gonne lunghe i segni scuri dello sporco
Che l’orrore del prepararti sulla veste

Sei quella che a quaranta si prenderà la cura
Di un latte riscaldato portato fino al mento

Di una madre invecchiata e malsicura
Quartiere maledetto che ululi la notte

E sai che è giorno.
postato da dirtyinbirdland alle ore 21/04/2007 07:47 | link | commenti (6)
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sabato, 21 aprile 2007

Installazione in creta e umido


acqua_1_n 2























Sei come creta alle mie mani
Rimodellata nella sintonia dei gesti

Ti schiudi scopri pieghi
Installazione di emozioni in luce

E quieta che si fa la stanza
Dal tavolo alla sedia al pavimento

Boccioli lune fenditure
Il miele l’umido e le lacrime a dirotto

E se si parlano sono solo
Le due ricerche che a tentoni van bendate

Per corridoi senza ringhiere
E ponti con pareti

Senza che al corpo sia restituito
Il diritto al respiro e la carezza dentro al fiato

E mentre stretta faccio largo al tuo sorriso
E giocano le dita senza pena

Soltanto impadronendosi
Della ciliegia rossa succhiata appena prima

Disegno su uno strato di incoscienza
La bellezza di due corpi consegnati

Ai colori della luce nella sera.
postato da dirtyinbirdland alle ore 21/04/2007 07:47 | link | commenti
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mercoledì, 18 aprile 2007

Diario del mattino non abitudinario

pic-forbidden





































I giardini d’inverno costituivano per lei il miraggio delle case in vetro , e quando il suono di una fontana li accompagnava, l’intuizione di una cattedrale sull’acqua. Ma si trattava della dimora di una veggente, di cui in paese solo pochi e malconci azzardavano il nome. Era sfuggita alle due guerre, al dopoguerra, in cinquecento percorreva il viale centrale durante il boom economico, si era seduta in terra con la gonna a fiori nel ’60, aveva preso il vezzo dei passamontagna nei ’70, era stata cittadina di Francia per un ventennio ed ora ritornava , dopo un giro nelle Isole, da dove era partita. Del suo corpo si sapeva solo che la pelle conservava un colorito rosato e la premonizione di una leggera peluria sulle braccia, come un’adolescente. Poco prima della prima guerra, quando era tempo di riviste, si era provata a interrogarsi prima di interrogare, ma con scarso successo dati i fratelli d’oltralpe.
Dopo i ’70 non era stata che minore, minore sempre. Vestita con i residui del quotidiano, a volte impreziosita, si era dovuta accontentare di una parvenza di significato, minimalista aveva preso a prestito dalle ragazze il trucco scuro delle feste gotiche, e a volte si impigliava nei sogni. Era diventata magra, anche lei soggetta alle mode mediche del tempo, nessuno che riuscisse a dirla santa e penitente, tranne forse un poeta appena conosciuto, tutti impegnati a redimerla dal suo vuoto colmandola di cure. Eppure, dal suo giardino d’inverno, maison en verre o cattedrale d’acqua che dir si voglia, continuava a osservare l’intorno del suo centro, e a scrutare le pareti in roccia alla periferia del paese per provare a vedere cose non abitudinarie. Una zingara con un iPod nel fazzoletto, un terrorista reduce impegnato nel calcetto coi ragazzi e le ragazze, un quadro sulla porta della chiesa, raffigurante un mago calvo e un gatto. Quella mattina si era alzata alla buonora e aveva aperto tutte le vetrate. Aveva preso la sua vena migliore, la meno maltrattata, e aveva intinto a quell’inchiostro il pennino prediletto. Poi aveva sollevato piano dal suo letto il corpo ancora un po’ intontito, e aveva preso a recitare seduta sulla soglia, gambe in loto e braccia ricadenti: signore del mattino non abitudinario, restituiscimi ti prego il tocco, la progettualità, il senso, lo spavento.
postato da dirtyinbirdland alle ore 18/04/2007 06:54 | link | commenti (3)
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