Maiko - Dirty in birdland - KnowArt

-- Mi chiedo se Freud abbia amato i suoi pazienti come i suoi cani, e credo di sì, onestamente, anche se dubito che si sarebbe lasciato riprendere con uno di loro al guinzaglio, a Londra, in un mattino di sole, seduto al tavolino di un ristorante o in una festa di famiglia--
sabato, 31 marzo 2007

La cucina di Caterina

man-spanking-maid
























Caterina s’impiccia le sottane
Nei movimenti lenti del vecchio

Arde rossore come altrove
Rami secchi nel camino

La morbidezza sulla quale
Sente scendere la mano

Apre una via scaldata
Dalla sorpresa del suo corpo

Da dietro solamente
Può il vecchio e con lentezza

Accarezzare dove non riesce
A entrar di spada

Lì sulla seggiola in cucina
Davanti a quella macchina del gas

Anni ’50 e la formica del tavolo
Ed un televisore che ricopre la dispensa

Caterina tien alta la sottana
E mostra la sua luna

Anche lei condannata
A negar di bellezza l’irruenza

Fare i servizi e poi la spesa
E poi giù di bucato

E in mezzo quel risveglio
Quella stoffa spostata e poi quel gioco

Essere la monella cui si scopre
Il fondo della schiena riposato

Sulla sedia di vimini che segna
La pancia piccola a fare da cuscino

Il seno che si sporge in basso
Sfuggito al lino bianco

Come mammelle piccole
Succhiate dallo spiffero

Che giunge a sbuffi dal balcone aperto
Ma quello che vorrebbe Caterina

E’ il sonoro vigoroso di una sculacciata
La fantasia della servetta

Sulla fatica e il miele conservato
Invece quella mano è cosa dolce

S’insinua prende il verso si confonde
Modella la sua luna senza veste

E scioglie a Caterina cuore e trecce.
postato da dirtyinbirdland alle ore 31/03/2007 07:54 | link | commenti (4)
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sabato, 31 marzo 2007

Arpie

finestra


















(photo by Luca Ghedini)


Sei sottoveste alla finestra
Controvento
Inalberata

Sconfini nei miei giochi di sabbia
Come dagli occhi abbassati
Togli la reclusione dello sguardo

Esageri nel movimento
Dei capelli e nella resa
Delle note alte

Sei una sirena che non ha
Torpore ma tremore al fianco
Sei macchia di rossetto

Spremuto dalle more morse
E livido sul collo
Da dove succhi emofiliaca

Il nettare dei sogni
Il flusso rosso che fa duro il sesso
Lo spavento e il soprassalto
postato da dirtyinbirdland alle ore 31/03/2007 06:53 | link | commenti (2)
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sabato, 31 marzo 2007

DAVANTI A UN BAR BOCCIOFILA
 
ombrelloni


















(foto by Luca Ghedini)

Dalla notte celesti le panchine
sono spuntate e dalla terra hai visto
uscire fuori tavoli e ombrelloni
tiepido sole che non ha ragioni
rimbalza si alza colpisce e scappa via
spegne il fiato di tavoli e panchine
e lascia al buio eterno gli ombrelloni
e poco prima del buio nostalgia
stordita in un raggiro di opinioni.
 
Gianni Priano
postato da dirtyinbirdland alle ore 31/03/2007 06:38 | link | commenti (1)
categorie: gianni priano
mercoledì, 28 marzo 2007


MACELLERIA

novecento
















Sono un uomo spaiato, disossato
figlio di massacri contadini
scaglia di una genìa tutta d'un pezzo
non speculante doppio  ma uno e mezzo

gianni priano
postato da dirtyinbirdland alle ore 28/03/2007 17:54 | link | commenti (5)
categorie: gianni priano
mercoledì, 28 marzo 2007

Piantala

flor-de-araki
(Photo by Nobuyoshi Araki)


E’ la fatica quieta e mattiniera
Di Victor Hara
Giunto in Europa in esilio
Che prepara le sue rose
Al mattino
In una serra in semiluce

Trapianta
Con la piccola zappa ed il rastrello
Con l’occhio azzurro capace di
Ricostruire
La misura delle mani con le mani
postato da dirtyinbirdland alle ore 28/03/2007 05:51 | link | commenti (6)
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lunedì, 26 marzo 2007

Olga - Una lettera

donna



































(Photo: Una donna vietnamita fatta prigioniera dai soldati americani)

"Alle 14 eravamo ai Pliz. Tempo di pioggia (la buona pioggia di marzo, la terra quasi sazia d'acqua dolcemente insistente). Nebbie. E' morta Irma, la cugina  di mio nonno. Stava lì ai Pliz, in una casa però fuorimano, in fondo ad uno sterrato, su una collina. Pliz outground. Irma la matta, che nel 1975 ebbe improvvisamente fame di cazzo e ci provò col padre, col fratello e con uno di Terio che dava da mangiare ai conigli. Gli piombò dietro e gli disse: "la vuoi?".
Irma che prese botte da padre e fratello, che la legarono in casa e una notte sentii bussare e piangere, urlare: era luglio. "Miché, Miché, aitme". Michele era mio nonno.
poi rumori, urla ancora e mio nonno che apre la porta:" sac i è?". e Fernando fratello di lei  che dice " a fo ra bagoscia con ticc". e mio nonno "meschen-na a ra dzogn der meghi non d' esse piccoia, dzogna purtela da n' meghi, crisc-tu, t' vaghi c' a patiscia?".
Il giorno dopo è al manicomio di Alessandria. Gli infermieri dicono:" potranno venirle altre manie ma dopo che è stata qui la mania degli uomini vedrete che non le verrà più". Torna a casa rimbecillita e presto le spuntano i peli sulla faccia e le vengono dei muscoli pazzeschi. Gira su un motorino, un Ciao. Va a fare la spesa. Manda avanti la campagna, lavora da bestia.
 
Da ragazza, nei primi anni sessanta era innamorata di una "lingèra", un bellimbusto molarese. Povero. Lo zio Amilcare (un sensibile, isterico, ambizioso, cattivissimo, intelligentissimo, megalomane, inetto) le aveva proibito di frequentarlo. "chil u uorda sul i toi danè". Quindi, niente uscire, niente ballare. Irma arrivava, prima di impazzire e diceva alle amiche: "stavate parlando di me, vero?".
 
Dopo l'ospedale di Alessandria Irma perde tutto. Tutte le paure. Tutte le manie. Le resta quella voce bellissima. E tu senti risuonare per le nostre colline "vola colomba", "la domenica andando alla messa", "nel blu dipinto di blu". Una voce speciale. Da cantante vera. Il palcoscenico è quello della "malora", della "roba", delle vigne e dell'avarizia. della terra, del sangue. Degli aborti nascosti anche a dio.
 
Poi un cancro , anche a lei come a tanti. una parziale guarigione. e la nuova insorgenza del male.
"Com' era bella da morta" mi dice la zia Nanà che fa finta di volere morire e fa anche finta di vivere. Nella mia terra dove le vigne seccano".


Gianni Priano - Marzo 2007

postato da dirtyinbirdland alle ore 26/03/2007 05:39 | link | commenti (6)
categorie: gianni priano
venerdì, 23 marzo 2007

Identità di genere

gazometro





































Vorrei toccare di moneta
La donna che cammina in strada

Ed il suo nero di pelle e di capelli
L’odore dei vestiti

Ciancicati al fumo dei gas di scarico
E scomposti dal passaggio delle auto

Perdermi nella bocca avvinta al sesso
Nell’inopportuno riparo della macchina

Trattenere i capelli perché non si fermi
L’estrazione dell’oro dalla piattaforma

Del mio corpo abituato alle passeggiate
Per i viali d’alberi mozzi e per i ponti in ferro

Essere il segmento stretto della dimenticanza
All’ombra frastagliata del gazometro

Nei buchi fra un corporeo e un altro
Rendermi conto del peso del mattino presto

Sull’essermi svuotato in sonno
D’ogni intento

D’essere maschio vesto smarrimento
Invece di postura àncora di carne allo spavento

L’essere donna mi fa cava
E mi condanna a prendere

Il vortice di vento
postato da dirtyinbirdland alle ore 23/03/2007 07:20 | link | commenti (6)
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martedì, 20 marzo 2007

Cesare Battisti

mulini_di_mare



















Chi sei chi sono
Quanti anni son passati

Cosa ci scrive il vento
Sulla parete in vetro all’aeroporto

E quanto disimpegno
Ci è voluto

A non far casa di due gambe
Nella notte e a non far ruga

Nel taglio dei bicchieri
Senza vino e senza vite

Essere terra non sognata
Luogo impensato di un tumulto

Incidente di percorso
Senza strada

Ed ora il piede su cui peso
La quiete di un saluto

Ciao.
postato da dirtyinbirdland alle ore 20/03/2007 05:31 | link | commenti (10)
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lunedì, 19 marzo 2007

Manifesto letterario

Historie_D.O_




Rovista fra i vestiti
Indaga fra le pieghe
Alla ricerca di un significato
Che superi la chiarezza della pelle
Nessuna mia parola
Passi alla tua bocca
Senz’essere succhiata come mora
Non c’è poesia che tenga
Allo scivolamento della pelle dalle spalle
Svestirsi è come osare
Una dichiarazione programmatica
Senza necessità di tesi e metriche e connotazioni
Si piega la retorica all’arco della schiena
Consegnata alle redini ed al morso

Il membro eretto brucia
D’ogni assenza la presenza
Infilati nei buchi
Dei mie trattati di letteratura

Cavalco il movimento
Con il tuo sesso dentro
Sono l’uccello di fuoco
Che gattona
postato da dirtyinbirdland alle ore 19/03/2007 18:41 | link | commenti (3)
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lunedì, 19 marzo 2007

Supervisione

psicanalise


























Se l’incedere calmo della colpa
Come memoria viola al corpicino

La resistenza del dolore
Alle sue stesse grida

Ricadono sul ramo adulto
Che robusto porta a spalla

L’inesperienza dei bilanciamenti
E la frequentazione dell’oscillazione

Allora io che sono donna
Come lo tocco quel sentire

Che orecchie chiuse da manine
E cuore zoppo retto a stento

Dal chiudere le braccia
Al proprio intorno

Conducono nel passo desto
Fino al letto degli stenti?

E’ il peggio è
Che si tratta di un fantasma

Di una reminiscenza
Del fantasticare

Quale delitto chiuda
Io non oso domandare
postato da dirtyinbirdland alle ore 19/03/2007 18:10 | link | commenti (1)
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giovedì, 15 marzo 2007

Devozione

blackshoes





































Sculacciami
Sulla mia pelle d’agnello
Sculacciami

E quindi segnami
Perché non sia per sacrificio
Esporsi invano

Trattienimi
Ché io non scivoli di sotto
Se non per scendere

Riprendimi
Così che possa ancora io
Sbagliare e dichiarare

L’orifizio che ti devo
Alla vista la mucosa
Al gusto l’umore di un tuo gesto

Fraintendimi
Come un tranello teso al verso
Ed usa lo scalpello
postato da dirtyinbirdland alle ore 15/03/2007 18:00 | link | commenti (5)
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mercoledì, 14 marzo 2007

Salvaguardia d’amore


Mordo i tuoi seni
Affinché fuori esca feroce
La consapevolezza del tuo scatto

Il movimento dei fianchi che ritorna
E restituisce il colpo basso

Una schermaglia
Nodo che si slaccia

Il naufragare bianco dei tuoi occhi
Persi d’azzurro in mari sotto vetro

Le bottigliette dei medicinali
Come conserve di profumo

L’onda si calma
Dove non posso che l’affanno

La mano sulla testa
Fronte scoperta e velo morbido

Amante delle fragole e del mirto
Sposa molesta quando mi scompiglio

Incidentale soccombente
Al furore del mio dito

Intorno al quale metti l’anello
E saldi il patto

Gattina mia di polvere
Gioco in segreto
Scandalo sgridato

Sei la carezza del medicamento
La selva riccia a cui torno risanato
postato da dirtyinbirdland alle ore 14/03/2007 19:52 | link | commenti (1)
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