Maiko - Dirty in birdland - KnowArt

-- Mi chiedo se Freud abbia amato i suoi pazienti come i suoi cani, e credo di sì, onestamente, anche se dubito che si sarebbe lasciato riprendere con uno di loro al guinzaglio, a Londra, in un mattino di sole, seduto al tavolino di un ristorante o in una festa di famiglia--
venerdì, 03 luglio 2009

Sotto a chi tocca


Io voglio dirla
la miseria delle dita
che non sanno
andare
dove comincia
il tocco

e noi non siamo
a tendere
che scotto
il labbro rotto ad un abbraccio
il fiotto che disseta un poliziotto





postato da dirtyinbirdland alle ore 03/07/2009 18:01 | link | commenti (1)
categorie: cronache inverse, memoriale odierno, audiomaiko
giovedì, 02 luglio 2009

LA RIGENERATA RO(S)SA






(maiko legge Silvia Molesini)


sylvia_plath_sending - louis lubbering






































Sugl’incantevoli,
e sul mare ricordo che li portava
e sul mare...
e sull’impercettibile istante che scocca le linee le ore
io, voglio averti deposto.

Sarà che tutto allora paremi opaco,
vedo spaccarsi le onde
capisco poco del testo
ruvido incocciato cui
abbiano tolto tutto, lui
amor te.

Si farà bella la vita bambina
le isole sembreranno aggiunte
il sole del rumore degli hub appena brumo
e un invito per le tre:
l’ora del mannaro.

Io, ma non mi allontanerò senza parlare
con la gente di riferimento
ed un mistero maturante.


(testo di SIlvia Molesini, on FB - luglio 2009) - (l'immagine, dal Blog di Iole Toini)
postato da dirtyinbirdland alle ore 02/07/2009 10:05 | link | commenti
categorie: silvia molesini, versi di scambio
mercoledì, 01 luglio 2009

HammamFrancesco Sciortino, Hammam - 1991 - Olio su tela cm 25x55

Isabelle, "Non ci sarà nessuna intervista; era solo un pretesto per incontrarti"

"Era così limpida e così franca, Isabelle, così poco dotata per la menzogna.
Non ci sarà nessuna intervista;
era solo un pretesto per incontrarti"
 (Michel Houllebecq, la possibilità di un'isola)


Il romanzo a cui lavorava giaceva nella cesta, cullato dalla sporcizia dei panni, orme del corpo sotto l'arco del testo, senza che lei venisse alle mani col gesto stesso di prender parte alla stesura. E belle eran davvero le pagine, stese e fermate da mollette come capezzoli stuzzicati in pieno sole. E nemmeno c'era tempo per attendere il susseguirsi degli inviti a cena portati a bocca dal cane di Velasco. Il messaggero moriva prima che il tempo rivelasse la sua bellezza per via di quelle scapole scarne, incapaci della torsione nota in direzione delle macerie.

[Le macerie fanno orrore o fanno cinema, mentre mi occorre e occorre a lei l'architettura franta che scolpisce le discariche, affinché per ogni amante di ogni notte ci siano tubi sufficienti e lacci morsi] ... Adoro la quadratura delle parentesi, che azzarda l'impossibile, e tu me l'hai insegnata.

Era la vita che la frugava ma, differentemente dalle abili propagini dalle unghie laccate, in questo caso si trattava di un'incisione operata alla luce alla placenta, quando ancora [ci]si dichiarava in debito d'affetto. Era per questo che Isabelle si agirava nel vicolo cieco della sua esistenza con le mani a tenere, per i lembi, la pancia e quello strano esserino che scalciava dal varco.

La giornata di Isabelle si snodava come le trecce della ragazzina di uno dei suoi gruppi di versi, mentre le ginocchia solamente potevano prendersi il lusso di dondolare dal troppo di un gradino. Peccato si trattasse di una delle due della coppia dolente, intimorita a notte dal dondolio dell'altalena vuota.

[Nessuno parla come te del terrore del vuoto, e del bambino assente]... Non c'è niente di più erotico che non parlare mai d'amore.

La perfezione della tua innocenza è solo tua. Io non c'entro nulla, dichiarava Isabelle al buco nello specchio.

[A cena ho letto il capitolo uno di cime tempestose, e ho cominciato a coltivare l'erica persino nella doccia, dovessimo sbagliarci]

Casa mia ha un dungeon a cielo aperto, nessuno guarda le stelle come la sottomessa missione al sussurro del dolore. Ma l'architetto dice: usa la parola hammam.

[Nell'assenza di aggressione può passare davvero ogni forma di azzardo, persino il taglio del collo e del polso, ma per questo occorre che ci si parli a mani giunte, guardando l'altro che trasuda l'onere esclusivo del suo amore, e noi non siamo lì, e nemmeno dentro]

In una serie di appunti, infilata come il batuffolo di profumo tra i seni, dove i seni sono gonfi e tesi come in una visualizzazione tridimensionale di Betty Page, ho orrore dell'assenza e sete di confusioni miste a umori, e voglio essere cipria come nei cinema al tempo delle scale di grigio e dei tailleurs a tubo. Devo sentire la vertigine della tua mano che risale lungo la calza fin dove l'orlo simula lo sfinimento della riga e perdipiù retta interrotta. [Usa la clip del reggicalze come un morsetto glamour e perditi nel gesto].

Non si concedono interviste, sono solo appunti per un romanzo.

[ho scritto a chiare lettere, sull'orma del corpo nel tuo letto: a mio fratello, gemello siamese legato a me per le scapole, l'onore del taglio. Qui non è dato guardarsi negli occhi e i nostri corpi non combaciano].

La bellezza è un'ala di cenere, tagliata, che galleggia sull'acqua. E la tua donna è bellissima.

[Mi innamoro di ogni ragazza che sappia mordermi sul collo, ma ad entrare lascio che siano solo gli occhi azzurrini] Da molto non m'innamoravo.

A casa mia sei la benvenuta, e porta sempre una pagina su cui manchi la parola chiave, Isabelle.
postato da dirtyinbirdland alle ore 01/07/2009 21:14 | link | commenti
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martedì, 30 giugno 2009

In carcere

http://www.alessandrorobecchi.it/UserFiles/Image/galera.jpg

Come sarà l'amore al tempo
e il tempo senza amore
e per l'amore il vizio suffragato
dal cieco andar dei numeri
in riquadro

Come saranno le due dita
a carezzare femmine
le labbra che rammentano
alle labbra il valore dello sguardo

Angolo cieco e incanto
e rantolo nel sonno
E le due donne che ciarlano
perché le fantasie non posson dirsi
ma solo chiacchierarsi

Il teatrino minimo delle mancanze
tu mi manchi io ti manco
manco a saperlo che
sarebbe stato

E solo al buio
le parole
che dilatano lo stretto
e fanno piano

postato da dirtyinbirdland alle ore 30/06/2009 18:39 | link | commenti
categorie: memoriale odierno, audiomaiko
martedì, 30 giugno 2009

A vita


Occhio per occhio
e c'è la gatta che rimesta il coccio
la schiena che si abbassa

e la linguetta che rifila
il vento che ribatte
alla finestra l'ora d'aria

Mi svesto mi rivesto
mi intrometto
e lettera per lettera rammendo

le cuciture nello strappo del cassetto
che fa del cuore in corpo
un malcelato cesto

Simulo mugolo
trasecolo m'involvo
sono prigione antica e
-- meraviglia--
scampata all'alluvione

Non ho incertezze
nel vagolare delle notti
ad ogni piano rincantuccio i morti

Gemo e consolido
m'inganno e mi stropiccio
ma ci sarà un mattino

strappato al raccapriccio e:

-- Pallidà, bellezza


Avrò di nuovo quindici anni
ed uno di spavento
scontati in riva a un sogno
a faro spento



postato da dirtyinbirdland alle ore 30/06/2009 17:30 | link | commenti (2)
categorie: audiomaiko
giovedì, 25 giugno 2009

La prima notte di quiete


Per gli occhi, per quella stretta e riparata forma di carezza che si conforma al nostro malsicuro anelito di protezione, separazione temporanea, sospensione, era per gli occhi che passava la sua delicatezza. Ed ecco, forse non soltanto una fragilita' che il corpo porti alla luce delle cose. Un suo sistema di difesa contrapposto all'accadere. Se lo sentivo immobile al passaggio della mano, del tutto arreso all'improvviso tocco del mio palmo, da quel suo essere perfettamente fermo io mi accorgevo dell'inganno che mostra la fiducia proprio li', dove era stata la battaglia. Cosi', fermi ed arresi e certi di poter reggere tutto, san stare solo gli alberi sui quali il temporale, insostenibile, di notte si e' abbattuto.
postato da dirtyinbirdland alle ore 25/06/2009 17:33 | link | commenti (3)
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giovedì, 25 giugno 2009

In limine - Exibition su tavole di Marco Cazzato



La signorina Erenzi viene oggi con trentacinque minuti e sei secondi di ritardo. Si prende cura del lettino come è solita rifare ad inizio di seduta. Si stende e stringe, fra le dita, il bordo di un cuscino. Mi parla oggi di due sogni e di un fantasma.



Lo sa dottore, cosa accade, quando sognamo di essere sepolti e infine vivi? Di cosa parla quel silenzio della pelle, priva persino di respiro, mentre la pietra posa il lato che le manca e si fa dura? Lo sa dottore cosa accade, se il verde delle muffe ci trasforma in piante e ci figura?
Accade che dall'occhio appena perso al mondo si apre un universo. Ed è per quel pertugio, per quella feritoia, che cadon le rovine, togliendo spazio al dentro e rivelando un varco fuori.
E da quel varco, da quel varco, di colpo ci accorgiamo che il colore è dentro e il bianco e nero è fuori. Che sfumano le scale e che si mischiano i colori dove la finitezza ci consuma e ci fa nuovi.
Fuori, dottore mio, ci sono solo due ritratti, il primo è un sogno, l'altro di poco meno di un cavillo in esistenza.



Nel sogno io mi rivedo, da ragazza, interrogarmi sul genere del mondo, e scopro che non può che essere maschio, per la facilità d'ingresso nel tranello.


In quel cavillo che è invece l'altro sguardo, c'è una ragazza nutrita dai capelli alla placenta del disastro.


(Immagini da: www.sessantanotturno.blogspot.com)
postato da dirtyinbirdland alle ore 25/06/2009 17:31 | link | commenti (2)
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venerdì, 19 giugno 2009




13 giugno 1981



Intrufolato ecco com'ero
Come caduto giù dall'albero
E conficcato spina improvvisa
Nel fianco della terra

Cieco alla luce
Solo battito e il filo delle voci
Mentre prima battuta è la certezza
Che la sua mano tiri fuori
Il corpicino dal suo guanto umido e freddo

E sono inquieto ed impaziente
MI assesto nel mio varco
E scalcio

E poi passa di qua
Il signore del tempo
E mi rammenta che ho una dimensione
A me che ho solo 7 anni

E non ci sono dita per le dita
Né cavi tesi sopra un ponte
Fra la mia solitudine e lo stento

Dio che spavento.

Non posso, non ho strumenti, non ho protesi né ganci
Passeggio in affannoso solco
E guardo solo sbieco
Quello che mi riguarda sottolinea
La ferocia della mia impotenza
Figlio comprendo Padre accolgo
Persino la ferocia di lasciar andare

E' buio piano senza note
Le voci si confondono
C'è una stanchezza che mi rode

Sono lo scricciolo senz'ossa
Il corpicino
Son l'ombra di un bambino

Passan le ore e sento il vento sulla pelle
Si apre questo spazio intorno all'epidermide
Non ho ferite sono aperto
Alla consegna della voce e della mente

Vedo le ombre farsi gialle e arancio
I suoni dell'esterno confondersi ad un pianto
Che non è mio e non odo

Mentre voi fuori mi tenete al filo della modernissima potenza
Mi lascio scender leggerissimo
Nella bellezza -- Non è niente

Precipito rallento infine plano
C'è il cielo sotto il mondo
E tu che ascolti
dillo al Padre e dillo  piano
postato da dirtyinbirdland alle ore 19/06/2009 18:15 | link | commenti (1)
categorie: audiomaiko
mercoledì, 17 giugno 2009




Molesini at home (2/2)


sylvia_plath

quando mi arrivano
se qui o lì
e ovunque sia,
questa tue forme di parole,
e queste metriche interrotte,
e questo piano forte,
e poi quella spirale senza senso
e memore che Jung scolpiva
nel giardino, ecco,
mi ti risuoni come lo scalpello,
ché meglio del cesello
opera e cura


saprai ordinare
per il party
per certo  maionaise
fatta di fresco
postato da dirtyinbirdland alle ore 17/06/2009 09:12 | link | commenti (2)
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martedì, 16 giugno 2009


http://www.entropic-empire.com/journal/plath04.JPG



Molesini in face (1/2)

E tu tremenda
signorina
che era Zazie che si muoveva
sotto le gonne
della mamma...
e tu di sola letteraria
tiritera
ché la poesia l'avevi morsa al collo
come una preda che
scostando invera
sei nella rete
la pesciolina luccica
di sera
postato da dirtyinbirdland alle ore 16/06/2009 07:01 | link | commenti (1)
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lunedì, 15 giugno 2009

un-amore-nel-respiro-del-tempo
[mia piccola fubuki] il luogo non è chiuso, solo che-- si tratta forse di una sospensione, di un battito immaturo che forza il ritmo. ci sarà ancora un qui, e poi, entonces... ho preso tempo mio, e per un anno, tempo che ha una placenta da scoprire fatta di cose e giorni, un cangurismo che dalle ande è arrivato fino a qui, con me. In questo tempo perdo tutto, reading, versi e spazi. ma poi, respiro piano nella notte, e mi addormento su un duplice respiro. e' tempo del carmelo, ma domestico e sia chiaro, questo spero, chiaro dentro. ma ci sono, e leggo, come posso, appena posso.
postato da dirtyinbirdland alle ore 15/06/2009 21:50 | link | commenti (5)
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giovedì, 28 maggio 2009

18fwdmn

Tutte le cose hanno un tempo, e c'è un tempo per tutte le cose, come recita l'Ecclesiaste,  così anche questo blog sceglie oggi di voltar pagina.

Ha ospitato, dal settembre 2004,  maiko, dirtyinbirdland, e me. E' nato come dimora di una esperienza analitica e di scrittura, e come attraversamento della forma poetica. E' nato perché cicopuente mi ha portata in luoghi dove le cose scritte si depositano, e cosi' questo luogo èesistito e ha permesso la nascita di legami e sperimentazioni. Ha abusato di me e io di lui.

Da questi quasi 5 anni sono nati 3 libri, due autoprodotti ed uno nato per l'affetto e la cura nell'amicizia e nella coltivazione delle parole del poeta Gianni Priano, che ha consentito anche l'incontro con un editore straordinario, Mauro Ferrari. Gianni che ha caparbiamente creduto nel mio desiderio nascosto di portare le cose nella dimensione del  libro.

Ha visto la pubblicazione delle cronache di scalvari, di Irazoqui, l'incrocio con le scrittura di Silvia Molesini e Marco Naccarella, la scoperta attraverso i siti affini di persone e autori straordinari. Senza questo blog non avrei letto e amato Malos, Struum, Iole, CYB, Ghigo, Dorinda, Lilli, Alessandro Ansuini, Francesco Ghezzi, Mauro Mazzetti, Maldoror e Fubuki. E non avrei incontrato quel poeta straordinario che  è Piermaria Galli, e attraverso lui greta Rosso.

Non avrei incontrato Betty Carbuncle e Alice Avallone. Non avrei scoperto Barbara Giuliani, KeyBee e Orodé, Figlio di Nessuno, Foglia. Non avrei tolto a Irene il suo elegantissimo cappello.

Non avrei incontrato Claudio Sanfilippo, la sua musica, la sua poesia, e il  suo spessore. La sua delicatezza. Non avrei provato la meravilgia di vedere un mio testo divenire opera nella musica. Non avrei incontrato Blog&Nuvole ,le sue straordinarie "madri" e la bellezza folgorante del tratto di Marco Cazzato, Francesca Popolizio e Alex Manni che hanno illustrato un mio racconto.

Senza questo blog e senza Gianni Priano non ci sarebbe nato www.aureliovalesi.splinder.com, e non ci sarebbero stati, nella mia vita, poeti e artisti d'età d'oro come Aurelio Valesi, Gianfranco Draghi, e la musa silente Mirella.

Senza questo luogo non avrei avuto la fortuna della delicatezza d'affetti di Orizzonte28 e Monodose. E di tutti quelli che ora non son citati ma sono veri nelle relazioni e nelle cose.

Ho amato e tenuto come prezioso ogni commento, quale che fosse il tono, perchè il dialogo è la salvezza dalle celle manicomiali, dalla fragilità estrema e dall'indifferenza.

Ogni persona ospitata nei link ad altri luoghi è stata in qualche modo preziosa e cara. Ogni scrittura ha depositato ed edificato.

E tutto questo versa ora la veste del suo cambiamento altrove, perché sento il bisogno di una nuova forma, a suo modo narrativa, che apra un sentiero  diverso e inaspettato.

Lo spazio resta aperto, perché detesto le prigioni, ed ogni forma di chiusura un po' lo è. Ma la scrittura sposta altrove la sua ragione e la sua forme.

entonces...

postato da dirtyinbirdland alle ore 28/05/2009 17:18 | link | commenti (8)
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