Maiko - Dirty in birdland - KnowArt

-- Mi chiedo se Freud abbia amato i suoi pazienti come i suoi cani, e credo di sì, onestamente, anche se dubito che si sarebbe lasciato riprendere con uno di loro al guinzaglio, a Londra, in un mattino di sole, seduto al tavolino di un ristorante o in una festa di famiglia--
giovedì, 22 maggio 2008

gina pane Laure 1977

(By Gina Pane)

CRONACHE DI SCALVARI (la Farmacia Estrella)

 

Alla vispera dei trent'anni, però, Errico fu assunto come commesso alla Farmacia Estrella, la più famosa e prestigiosa Farmacia di Buenos Aires. Un tempio dei farmaci ma anche un paradiso del buon gusto e della raffinatezza. Pavimenti a mosaico veneziano, scaffali in legno intarsiato, affreschi sul soffitto e banconi in marmo italiano di Carrara.

Errico fu commesso e assistente di laboratorio. Cambiò casa e dal Quartiere di Boca si trasferì nel borghese Quartiere di Palermo dove comprò con sacrificio e debitamenti un grazioso villino di fronte alla fermata del tram che, in quattro minuti del suo orologio a cipolla, lo portava dritto alla Farmacia.

Nella bottega paterna rimasero Idèa e Marèa, silenziose, precise e velenose. Avvelenate da quel padre eterno, esclusivo e ingombrante. E sempre più brusco, sgarbato, intollerante verso ogni pensiero differente dal suo. Intanto anche Violantina, nonostante i decotti di salice, se ne moriva di febbre. Una morte che non si sciolse nelle lacrime (Bacicìn vietò a sè ed ai suoi figli di piangere) incarnendosi sotto la pelle ruvida e sottile del cuore di ciascuno di loro ma, specialmente, in Idèa e Marèa quella morte si conficcò ben dentro e fece infezione.

Dominico continuava ad inviare clienti al padre ma, ormai, evitava le visite tanto erano insopportabili le minestre flaccide delle sorelle e l'ìnvidia rabbiosa per la giovinezza che si faceva largo nelle budella di Bacicìn.

 

Gianni Priano (continua)

postato da dirtyinbirdland alle ore 22/05/2008 09:39 | link | commenti
categorie: gianni priano, cronache di scĂ lvari
mercoledì, 21 maggio 2008

the_experiment_by_bj666
La poesia è questo furto dentro al niente, ecco. La posso amare solo come l'hai amata tu, ma questo non accade che se si cade da una stella, direbbe nietzsche, e noi cadendo siamo a braccia rotte e gambe monche.

Da quale stella sei caduta, Lou? Baciami in bocca.


(frammento epistolare)
postato da dirtyinbirdland alle ore 21/05/2008 18:52 | link | commenti (1)
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domenica, 18 maggio 2008

Porto Loco

pb-81-img-pr-2090-img-img_3(Foto by Giampiero Corelli)


Via Prenestina
Porto Loco

Con i tuoi bar di mare
Per ogni piega di ogni asfalto

I tuoi colori consumati
Sui capelli

Le minigonne al limite
Del monte

Le tue risacche spente
Sulle bocche

I cumuli di storie
Monete contraffatte

Quella insinuante estrema
Eccitazione

Che porta il quotidiano
A farsi raro

Un’estasi bandita
Schizza fuori

Disegna macchie Rorscharch
Sulle dita

E l’allegria adusata
Alle monete

Tintinna il resto delle
Piccole ore inquiete

Mentre stanotte è bruciata
Anche la fame

Fra i vetri rotti  calze belle
Di giovani puttane

L’estremo disappunto
Ha rotto l’equilibrio

Fra smarrimento nutrimento
E sogno

La notte dei cristalli ha infranto
Le vetture ed i lampioni

Mostrato i muscoli
Al di sopra dei coglioni

Spogliato le strade di ogni rosa
Spezzato il gambo della Tea ritrosa

Regina chiacchierina d’ogni posa
Sorelle transitate o sedentarie

Vi bacio le ferite
Con parole solitarie


postato da dirtyinbirdland alle ore 18/05/2008 19:12 | link | commenti (8)
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giovedì, 15 maggio 2008

the_year_6060_by_bj666
Maiko - The guest before



Se Bemjamin avesse preso
Un treno quel mattino

Se Bettelheim imbustato avesse
Fiori al mercato e frutti

Se Sylvia vol au vent messo nel forno
Ancora per un party in vetro

E se Marina avesse chiuso
Il nodo alla cravatta di un ragazzo

Allora forse
Mi sarei voltata
Senza fretta
postato da dirtyinbirdland alle ore 15/05/2008 22:36 | link | commenti (3)
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giovedì, 15 maggio 2008

CRONACHE DI SCALVARI (malva e barba di granturco)

pozioni

Errico Devoto volle imitare l'hermanastro Dominico e, aiutando il padre nel laboratorio di Boca, fece in modo di estudiar chimica, biologia, astronomia e medicina generale.
Il megòn megante Bacicìn in un primo tempo finse di ignorare le intenzioni del figlio e continuò, come se nulla fosse, a muoversi insieme a lui ed a Idèa e Marèa tra infusioni, emulsioni, soluzioni, decotti, impiastri, sciroppi e impacchi.
Succo di cavolo e miele per i gargarismi, decotto di canigèa per quando va giù la voce, foglie di ortica cotte per strofinare la testa e tenerci attaccati i capelli in cima, fino alla vecchiaia, per il mal di capo crema di patate sulla fronte, camomilla speciale per il bruciore agli occhi e barba di granturco bollita per il naso tappato. Bietole e burro per gli orecchioni insieme ad applicazioni calde di olio. Acqua speciale per il catarro e acqua di violette seccate per la tosse. Malva o grappa asciutta per il male ai denti, timo e lavanda per il torcicollo e le sette farine (grano, ceci, formentone, lenticchie, castagne, mais, orzo) per la bronchite. Salvia, menta, rosmarino per quando manca il respiro.Crema di lardo e cavolo per i lividi e crema di bianco d'uovo e farina per il male alle braccia ed alle gambe. Succo di sambuco al mattino, digiuni, per andare di corpo e pasticche di carota e carruba per non andarci troppo. Giglio e ribes per i calli e decotto di dente di cane per la scarlattina. Polvere di prezzemolo mischiato a cavolo per le ferite e crema di rapa per i bruciori delle donne, là sotto.
Acqua di foglie di fiume per i foruncoli e acqua di rosmarino per digerire. Collana speciale d'aglio per curare i vermi, olio caldo per dar contro al fuoco di Sant' Antonio e olio di noce per far più belle le ciglia.

Gianni Priano (continua)
postato da dirtyinbirdland alle ore 15/05/2008 22:12 | link | commenti
categorie: gianni priano, cronache di scĂ lvari
giovedì, 15 maggio 2008

La madre divorata

abuso-bambini

Io sono monca
Sono spezzettata

Sono tagliata come
Con l’accetta

Son torva divorata
Incappucciata

Violata condannata
Seviziata

E tu di lato
Sei un grumo di spavento

Il fondo di ogni mondo
Sei il Dio spento

Sei la mia pancia
Privata di ogni vita

E della gioia la disperata
Sconfinata dipartita

Sei l’agnellino che cammina
A quattro zampe rotte

L’orrore che si ingoia
A tarda notte

Siam tutti e due mozzati
D’ogni cura

Sono il cadavere sospeso
Sul cadavere

Ed in tua assenza finalmente
Io più non ho paura

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postato da dirtyinbirdland alle ore 15/05/2008 21:59 | link | commenti
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martedì, 13 maggio 2008

CRONACHE DA SCALVARI  (voscià signor mi barba)

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                                                                                                                                San Pedro 2 decembre 1917

Estimado voscià signor mi barba,

Ve sovvenite de mi puè. Zertamente che sì. Voi state ultimo que habete lui veduto en vida, a Voltri quando si recò a truveve. Come mi muè Ve comunicò in illis temporibus ello no chinò plus da lo barco respiranda. A mi muè giungette Vostra cartollina de posta con cordoglianze.
Ve dmando: ma quali noticias pudete darme de Vostra familia Priana oggidì? No sabemo plus nihil!
I suppose mi cugino GioBatta que reca mi nomen esse en la guerà mundial y espero lui bueno. Domando noticias de etro cuginos primeros. Tomasina y Antonia y Maria y Maddalenna y Gusto y alteri supra cui me puè Lorenzo me dicebat antigamente. E Vostra esposa Assunta Piccardo està en salude? Espero che sì, zertamente. E noticias de Voi mi dear barba que mi puè Vostro hermano fradèl teneba scrito en suo core ?
I attendo informationes e per l'intanto abbrasso fortemente ma fortemente propio todos anche da lato de mi muè e de mi hermano Alberto.

Riteneteme Vostro

Jò Priano
postato da dirtyinbirdland alle ore 13/05/2008 22:05 | link | commenti (1)
categorie: gianni priano, cronache di scĂ lvari
domenica, 11 maggio 2008

CRONACHE DI SCALVARI (ristrutturazioni)

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La fattoria cambiò aspetto. Jò fece ristrutturare la Villa dotandola di un ampio patio e mutando l'assetto delle stanze. Poco distante fu fabbricata una neviera e un rabdomante individuò la presenza di acqua a monte della Villa, su un pianoro, dove uno in fila all'altro vennero costruiti cinque nuovi pozzi. La riva del Plata che lambiva la proprietà venne ripulita e trasformata in una spiaggia per merende e pranzi all'aria aperta. Nel giardino fu posta una voliera e, poco più in là, un gazebo in ferro battuto laccato di vernice bianca. Venne anche impiantato un roseto con sette tipi di rose.
Il casino di caccia nel quale Dominico aveva vissuto diventò l'abitazione di Alberto, una casa sudicia e disordinata in cui nè Jò nè Miriam entravano mai.
Sempre sulla sponda del Plata ma distante dalla spiaggetta venne edificato un Mulino ad acqua e accanto un casone per il mugnaio e la sua famiglia. Il primo mugnaio fu Pedrèn Ivaldi, un piemontese di mezza età che Jò stesso aveva trovato al Porto, appena sbarcato con sua moglie Lidia e una banda di cinque figli maschi, di venticinque, diciotto, sedici e sette anni.
Molti dei lavoranti del padre erano morti, come il Nescio, il gondoliere e i due polacchi. La manodopera venuta a mancare venne rimpiazzata da giovanotti e uomini prevalentemente piemontesi, montanari delle valli di Cuneo, pregiati per la resistenza anche ai fulmini . Alcuni di loro, per esempio Arneodo, Beltramo, Raviola, Dutto, Ferrero e Marchisio tenevano famiglia, moglie, figli e -qualche volta- genitori anziani. Così accanto alla Cà Vegia furono tirate su la Cà Nova, la Cà dei Piciu, la Cà dei Ciciu, la Cà della Parura, la Cà degli Anciuè e la Cà degli Abetè. Un turbinio di massi, sabbia, mattoni, coppi, travi, calce, acqua, polvere, terra, ferro. Nella Cà Vegia abitavano ancora i manenti della prima ora, xeneixes, furlani, austriaci mischiati tutti tra loro e imparentati insieme.

Gianni Priano (continua)
postato da dirtyinbirdland alle ore 11/05/2008 21:29 | link | commenti (1)
categorie: gianni priano, cronache di scĂ lvari
martedì, 06 maggio 2008

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(Painted by Jaime Hernandez)



La mistica delle sottane
-- non sia mai detto

che nominiamo Saffo
se non quando

le forme collusive
del genere molesto

--quello delle streghe
e quello delle sante--

dimostra che si passa alti
per lo stringente varco

dell'emergenza in esistenza
quando si osa colludere all'amore

per le cose ed è via di case
e coda di lucertola tagliata

quel fremito che insinua
gioia in noia tesoro di scoperta

in terra stretta
se ci cerchiamo altrove

inviso all'ozio il nostro morso
ed io lo do al tuo seno

in schiaffo a Saffo
per la bellezza del tuo taglio

sul labbro reso glabro
dalla ferocia certa

che la penna insinua nella tua
 vena marina
postato da dirtyinbirdland alle ore 06/05/2008 17:08 | link | commenti (4)
categorie: audiomaiko
domenica, 04 maggio 2008

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Mi raccapezzo come il tondo
della mongolfiera

Nel contenuto affanno
Che sconfina

Mi poso dove posso
E dove l'angolo si forma

Alla parola danno
Ad occhio cieco

Ma la tua forma
Copre il disavanzo

E nella pancia mi dimora divorando
La tua vita inquieta

Amore che scoperchia
E che fa la mongolfiera del suo grido fiera

postato da dirtyinbirdland alle ore 04/05/2008 20:26 | link | commenti (5)
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sabato, 03 maggio 2008

Il parto duale


cielo y mar
Ho visto solo cieli
baciare queste notti

dal taglio delle nubi profondissimo
passare azzurro

il senso e ciò che penso
si confonde

al passo del respiro
nell'aperto

quel salto che sospira
al mondo controvento

ha partorito da due ventri
l'alito dell'angelo

sfiorato da un Dio desto
al battito che ascolto

passare per il mondo
immerso
postato da dirtyinbirdland alle ore 03/05/2008 23:28 | link | commenti (2)
categorie:
sabato, 03 maggio 2008

CRONACHE DI SCALVARI ( Jò e Alberto)

cielo




























Il figlio di Luensìn, Giò (anzi, ormai, Jò) dirigeva insieme alla madre Miriam la Fattoria.  Aveva un buon fiuto per il commercio e l'agricoltura così agli studi preferì l'attività pratica: comprare, vendere, decidere cosa seminare, seguire il lavoro dei contadini con scrupolo quasi pedagogico. L'azienda si irrobustì e nel 1916 la Fattoria di San Pedro produceva grano, granturco, orzo, uva da vino. Bene avviato anche l'allevamento di galline ovaiole, tacchini, mucche da latte, pecore e capre. Jò Priano scrisse un solo tango, che regalò all'impresario tedesco.

Vi las casas, las espadas
creo que eso es todo
mi sombra es mi terra
y el lazo en el aire.
Vi los besos sin mì
las animas en pena
las trenzas azules
y el lazo en el aire.
Te verè me daras esa vida
que tu misma no tienes
el mar ciego, las nubes
y en lazo en el aire.

(Vidi le case, le spade/ credo che questo sia tutto/ la mia ombra è la mia terra/ e il cappio nell' aria./ Vidi i baci senza di me/ le anime in pena/ le trecce azzurre/e il cappio nell'aria/ Ti vedrò mi darai quella vita/  che tu stessa non trattieni/ il mare cieco, le nubi/ e il cappio nell'aria)

Furono i primi e unici versi di Jò. Mai più avrebbe preso in mano la penna con finalità letterarie. Aveva ventidue anni, i capelli corti nerissimi e una rada barbetta rossiccia. Mingherlino, piccolo di statura ma forte come un torello.
Al tedesco chiese solo di intitolare il tango "El hombre foresto". Poi ci mettesse pure sotto la sua firma alemanna e lo vendesse a quartetti, quintetti, orchestrine o tanghèri scarichi di vena.
Il tedesco trasgredì l'impegno preso con Jò. Chiamò la canzone " El tango de en hombre xeneixe".
Jò Priano fu contento ugualmente. La notizia di questo titolo più direttamente vicino a suo padre gli accarezzò l'orecchio in un giorno di aprile mentre caricava un sacco di miglio sul carro. Era il novantaquattresimo sacco che quella mattina metteva su da solo.  Ne restavano quasi altrettanti.
Neppure suo fratello Alberto aveva voluto sapernedi studi e di libri. Lavorava in un'officina meccanica per macchine agricole. Era un giovinetto dal muso sporco e dalle unghie nere. Si lavava poco, si grattava parecchio e non spiccicava più di una trentina di parole in una giornata. Era ancora più basso del fratello e se Jò alternava la malinconia al gusto della boutade perfida, i silenzi alla ciarla allegra, Alberto teneva l'aria torbida del dente che duole, del temporale imminente e abitava, chiuso a doppia mandata, dentro di sè.

Gianni Priano (continua)
postato da dirtyinbirdland alle ore 03/05/2008 22:58 | link | commenti (2)
categorie: gianni priano, cronache di scĂ lvari

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